Con questi provvedimenti stiamo mettendo in circolo nei sistemi economici territoriali, importanti risorse atte a promuovere e sostenere le attività economiche e sociali esercitate nei piccoli comuni. In questo modo vogliamo rilanciare i sistemi economici sardi puntando alla base sostenendo direttamente le famiglie”. L’intervento licenziato dalla Giunta permetterà di ripartire a 118 Comuni le risorse stanziate, seguendo delle precise direttive di attuazione.
Tra le più significative risultano le direttive per le famiglie residenti verso le quali è previsto un contributo per ogni nuova nascita o adozione pari a 1.500 euro per il primo figlio e 2 mila per ogni figlio successivo in base al reddito familiare; un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 30 mila euro per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione di immobili destinati a prima abitazione per coloro i quali trasferiscono nel piccolo comune la propria residenza da uno con popolazione superiore a 5mila abitanti. Ma ancora si segnala il contributo a fondo perduto, fino a un massimo di 50 mila euro in favore di chi trasferisce la propria attività artigianale, commerciale o professionale da un comune di oltre 5 mila abitanti a un piccolo comune. “Grazie a questi interventi – ha concluso Rassu – vogliamo sostenere le aree più disagiate del la nostra isola, dove maggiormente si registrano situazione di criticità ambientale, condizioni di marginalità socio-economica e di disagio insediativo con una densità di attività economiche e produttive non elevate”.
