Alcoa, Michele Cossa: “Il governo intervenga con un decreto salva Sulcis e salvi gli operai”

    0
    220

    “Il governo nazionale intervenga subito per scongiurare la chiusura definitiva di Alcoa. Si applichi come è accaduto per l’Ilva, perché non esistono fabbriche e lavoratori di serie A e di serie B, industrie da salvare e altre da far morire. Siamo stanchi di vedere un governo che si ricorda della nostra Isola solo quando c’è da prendere”.

    Lo dice il vice presidente del Consiglio regionale e coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, intervenendo sulla crisi dello stabilimento di Portovesme.

    “Il dramma dell’Alcoa – prosegue Cossa – ci deve vedere tutti uniti: serve subito un decreto salva Sulcis-Iglesiente, provvedimento ad hoc in grado di sostenere l’apparato industriale, i livelli occupazionali, e di garantire nuove prospettive di sviluppo attraverso un piano finalizzato di infrastrutture e di incentivi per nuove iniziative economiche e produttive”.
    Cossa ricorda il piano per il Sulcis varato dalla Giunta regionale, provvedimento importante a cui però bisogna dare gambe. Ma che, in ogni caso, non è sufficiente.
    “Per questo serve – dice ancora il vice presidente del Consiglio regionale – un forte intervento del governo per risolvere l’emergenza Alcoa e mettere in capo subito quelle azioni in grado di far ripartire l’economia. I Riformatori sardi confermano il pieno sostegno in tutte le sedi alle lotte dei lavoratori, del territorio, della Regione con totale disponibilità. La fase di deindustrializzazione è cominciata da tempo. Ma proprio per questo bisogna cercare di porre rimedio a una situazione che altrimenti avrebbe un impatto catastrofico che colpirebbe l’intero apparato industriale ma anche a cascata tutti i settori produttivi e dei servizi ugualmente già in gravissima sofferenza.
    Dunque, dice ancora Cossa, “in tutte le sedi dobbiamo perseguire l’obiettivo di un decreto “salva Sulcis Iglesiente”, provvedimento ad hoc in grado di sostenere l’apparato industriale, i livelli occupazionali, e di garantire nuove prospettive di sviluppo attraverso un piano finalizzato di infrastrutture e di incentivi per nuove iniziative economiche e produttive”.

    Comments

    comments