Alcoa – Protesta disperata dei lavoratori

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    Una fabbrica che rischia di chiudere, la protesta disperata di quattro lavoratori arrampicatisi sopra una torre d’acciaio alta sessanta metri, il messaggio rivolto a loro dal Presidente della Regione Cappellacci sono le componenti di una vicenda dal risvolto drammatico perchè a rischio sono i posti di lavoro
    L’ultimatum è il 17 novembre, il giorno in cui scadrà il regime delle tariffe energetiche speciali di cui gode attualmente Alcoa e se, prima di allora, non si concretizzeranno provvedimenti che consentano di acquistare l’energia a pressi in linea con la media europea la multinazionale americana dell’alluminio sospenderà le produzioni, sia a Portovesme che a Fusina, nel Veneto. Perché produrre pagando l’energia a prezzo pieno significherebbe perdere circa 8 milioni di euro al mese.

    Inoltre sulle tariffe energetiche speciali in scadenza pende una procedura d’infrazione dell’Unione europea per aiuti di Stato: se la Commissione Concorrenza decidesse che il regime configura aiuto di stato, l’Alcoa dovrebbe pagare all’Italia la bella cifra di 420 milioni di euro. Bruxelles avrebbe dovuto pronunciarsi il 28 ottobre, ma i termini sono provvidenzialmente slittati di qualche giorno, forse qualche settimana.

    Ieri il Presidente Cappellacci si è rivolto ai quattro lavoratori asserragliati sulla torre, a 60 metri di altezza, che protestano e aspettano la soluzione a quello che, nel giro di poco tempo, è diventato un vero e proprio dramma perchè a rischio è il loro posto di lavoro.

    "Vi rivolgo queste parole non tanto da Presidente della Regione, ma da sardo e da iglesiente, che ha convissuto con i drammi di un territorio, da troppo tempo alle prese con situazioni sociali difficili. Sono consapevole che dietro una protesta, anche quando assume forme clamorose, c’e’ una famiglia, un disagio reale, una sofferenza intima, che nessun riflettore può illuminare abbastanza. Per questo, al di là della scontata solidarietà istituzionale, mi sento, nel profondo, vicino a voi e ai vostri cari che in queste ore sono comprensibilmente angosciati nel vedervi sopra una torre, sottoposti anche a sofferenze fisiche e pericoli concreti. Vorrei davvero trasmettervi la sensazione che la sacrosanta battaglia che voi state combattendo, per il vostro presente e per il futuro dei vostri figli e nipoti, mi vede al vostro fianco, sia come uomo sia come rappresentante del Governo regionale. Vi chiedo, quindi, di sospendere la vostra protesta per non aggravare le giuste preoccupazioni dei vostri cari e per affiancarci, portando avanti insieme una rivendicazione, non solo vostra, ma di ciascun sardo"

    Alla delegazione dei sindacati e dei lavoratori dell’Alcoa che ieri mattina protestavano sotto la sede di viale Trento per l’annunciato blocco degli impianti, Cappellacci ha annunciato:

    Chiederò oggi stesso al Governo di attivarsi subito per stabilire un contatto immediato con l’Alcoa così da trovare una soddisfacente soluzione alla questione dei costi energetici.  Nel frattempo tutti, specialmente in questa fase critica, dobbiamo evitare che la tensione degeneri e vedere vanificati gli sforzi e l’impegno che stiamo adottando per il buon esito della vicenda, e soprattutto, vista la particolare criticità, è utile un momento di riservatezza. La Presidenza del Consiglio dei Ministri segue con attenzione l’intera vicenda, e lo stesso Ministro Claudio Scajola in prima persona sta lavorando per la ricerca di una positiva soluzione”.

    Dall’altra parte i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori sottolineano l’importanza strategica, anche a livello nazionale, che ha l’azienda di Portovesme nella produzione dell’alluminio – unica in Sardegna – e la sola fermata, seppure “tecnica” comporterebbe la definitiva chiusura della stessa, perché il riavvio è troppo costoso e quindi impossibile.

    Serve la materia prima per il funzionamento della fabbrica, in questo caso è rappresentata dall’energia elettrica, e se non arrivano da Roma soluzioni chiare per l’abbattimento degli alti costi, la soluzione è drammatica: stiamo perdendo un pezzo importante dell’industria nel Sulcis.

    “Il Governo nazionale sta facendo tutto il possibile per risolvere una situazione non facile. Purtroppo quello dei costi dell’energia è un problema che è la somma di altre questioni che si trascinano da tantissimi anni”.

    E’ quanto ha affermato l’assessore della Programmazione, Giorgio La Spisa, durante l’incontro. “Sia la Regione che il Governo nazionale – ha continuato l’assessore – sono in stretto contatto. Il Ministro, che all’ultimo istante non è potuto arrivare per motivi di salute, avrebbe comunicato le eventuali soluzioni per salvaguardare i posti di lavoro. Per prima cosa pensiamo ai lavoratori e alle famiglie – ha concluso La Spisa – e speriamo che da Roma possano arrivare buone notizie”.

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