Alcoa resta in Italia

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AlcoaAlcoa resta in Italia e rilancia gli investimenti. La conferma è giunta da Palazzo Chigi, al termine dell’incontro tra i rappresentanti del Governo (il sottosegretario della Presidenza, Gianni Letta, e i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi, e dell’Innovazione, Renato Brunetta), della Regione (l’assessore del Lavoro, Franco Manca), della multinazionale (l’amministratore delegato della Alcoa Trasformazioni Srl, Giuseppe Toia) e delle organizzazioni sindacali. L’ingegner Toia ha illustrato il piano industriale, che si fonda su tre punti principali: la permanenza in Italia (di sicuro sarà tenuto in vita il sito di Portovesme, mentre quello veneto di Fusina resta in stand-by in attesa di ulteriori verifiche tecniche), nuovi investimenti produttivi per 40 milioni di euro in tre anni e garanzia di mantenimento di tutti i livelli occupativi. I prossimi passaggi prevedono gli accordi tra azienda e sindacati.

“La Regione Sardegna – commenta l’assessore Manca – accoglie con particolare favore questo risultato importantissimo. Il Presidente Cappellacci e il Governo si sono impegnati duramente, in questi mesi, per raggiungere questo obiettivo e dare nuove prospettive di sviluppo al territorio del Sulcis Iglesiente. Si tratta di una soluzione di ampio respiro, che offre una prospettiva per gli impianti di Portovesme ben più lunga dei tre anni cui fa riferimento il piano industriale. Se siamo riusciti a scongiurare la fuga dell’Alcoa dall’Italia, lo dobbiamo anche e soprattutto della coesione politica e sociale”.

L’ingegner Toia ha spiegato che l’ammodernamento degli impianti è già partito con alcuni interventi alle celle elettrolitiche, che garantiranno una maggiore efficienza. Il sottosegretario Letta ha offerto buone speranze all’azienda, annunciando che l’Unione Europea sembra orientata a non considerare come aiuti di Stato l’abbattimento dei costi energetici per le aziende energivore.

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