Ancora piangiamo i nostri SOLDATI…fino a quando? Onore a te, caporalmaggiore Sanna

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Caporale Maggiore Luca Sanna"Ancora piangiamo i nostri SOLDATI…fino a quando? Onore a te Caporal maggiore Sanna…che la terra ti sia lieve…".

E’ questo uno dei tanti pensieri di cordoglio rivolti al caporalmaggiore Luca Sanna, 33 anni, originario di Samugheo – Oristano.
Caduto in Afghanistan, apparteneva all’ VIII reggimento alpini di Cividale del Friuli.
 

Tante foto che lo ricordano e tanti commenti di cordoglio, che si uniscono in un abbraccio affettuoso da parte di migliaia di persone all’interno del gruppo su Facebook "SOSTENITORI DELLE FORZE DELL’ORDINE".

Un intero album dedicato a lui, parole di conforto per la famiglia, ma anche tanta rabbia.
Salgono a 36 i militari uccisi in Afghanistan e tanti di noi si chiedono quando si porrà fine ai dolori delle famiglie che perdono i loro cari.

"Come già successo altre volte, è un figlio di Sardegna, della nostra provincia, che già ha pagato anche in passato un pesante tributo al processo di pacificazione dell’Afghanistan – afferma l’assessore regionale dell’Industria, Oscar Cherchi – e anche per questo ci sentiamo ancora più coinvolti. Una famiglia sconvolta, quella di Luca Sanna, una comunità sgomenta, Samugheo, che, come tutta la Sardegna, non può darsi pace per questa ennesima tragedia".

"Abbiamo perso un altro figlio della nostra terra." Così il presidente Cappellacci ha voluto esprimere il suo cordoglio "Desidero manifestare da parte di tutto il popolo sardo alla moglie e ai familiari del militare il più sincero sentimento di vicinanza e di partecipazione al loro dolore."

In un comunicato stampa diffuso oggi, 19 gennaio, alle ore 14:12, il presidente Cappellacci ha affermato di aver inviato una lettera al presidente Berlusconi chiedendo  "Un ridimensionamento della presenza italiana in Afghanistan, affinché non si sparga altro sangue italiano, altro sangue sardo".

"Il dolore delle madri – scrive –  è straziante. Sono consapevoli che il loro figlio è caduto per la pace e che i rischi delle missioni sono altissimi, ma tutte, provate da un’immensa sofferenza, mi hanno detto una frase: ‘Spero che mio figlio sia l’ultimo’. Invece la tragedia si ripete".

" L’angoscia della madri di Sardegna – prosegue Cappellacci – e delle madri d’Italia è un pianto tanto silenzioso quanto è lacerante il loro dolore ed è un sentimento che non può restare inascoltato e che deve essere considerato con la massima sensibilità".

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