Andrea Prato – Lettera aperta a pastori, agricoltori, pescatori

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    Andrea Prato"Amici, pastori, agricoltori e pescatori della Sardegna, dopo 1 anno, 11 mesi e 21 giorni finisce la mia esperienza di assessore regionale all’agricoltura. Col mio essere ‘pratico’ se vi dicessi di essere contento di andare in panchina sapreste che vi sto prendendo in giro. Ma questo ha poca importanza rispetto alla posta in palio, che è quella di salvare e far crescere l’agricoltura della nostra terra. La nostra battaglia continua, supportata come al solito dall’occhio attento del presidente Cappellacci, oggi più che mai vicino ai reali problemi del settore.

    Ed è con sicura fiducia e con altrettanta franchezza che vi dico che possiamo farcela! Possiamo rimettere sulla strada giusta la macchina Sardegna e la macchina Italia, che hanno motori da 500 ma freni da Ferrari.

    Possiamo uscire da questa spirale ma solo operando scelte selettive, lasciando da parte la politica dei favori, spendendo i soldi in cose utili per i Sardi, combattendo le battaglie importanti e lasciando perdere quelle che alimentano il consenso fine a se stesso.

    Dobbiamo combattere battaglie come la Sassari-Olbia (l’ultima vittima, Lina Lezzeri di Nughedu era una mia amica d’infanzia) e come quelle dei nostri pastori e dei nostri contadini: battaglie che più di tutte meritano la massima attenzione delle istituzioni.

    Pastori e agricoltori sono la colonna vertebrale e i piedi nudi nella terra arida e alle volte matrigna di Sardegna: senza di loro quest’Isola non ha futuro. Il ruolo della buona politica, come quello portato avanti in questi due anni, è di aiutarli a trovare prima di tutto un’unità di intenti da troppo tempo perduta.

    AUGURI AL NEO ASSESSORE, LE SFIDE SONO TANTE

    Lascio al nuovo Assessore Mariano Contu un assessorato impegnativo con l’augurio sincero che agisca da assessore regionale per tutti i pastori, gli agricoltori e i pescatori della Sardegna.

    Spero che abbia la forza di dire dieci “no” ai compromessi che giornalmente gli proporranno e un sì convinto agli interventi strutturali che nessuno, nemmeno io, è ancora riuscito a risolvere da cent’anni a questa parte.

    Lo aspettano sfide difficilissime: sbloccare i fondi del Programma di sviluppo rurale; proseguire nel braccio di ferro con Roma e Bruxelles per riconoscere ai nostri pastori il diritto di sentirsi cittadini di serie A; attuare le riforme della legge 15 in raccordo con le imprese oltreché con il Consiglio; riappacificare il mondo agricolo che tende più a litigare che ad unirsi; rimettere in produzione gli stagni della Sardegna evitando i baroni del 2000; attuare la riforma ormai non più rimandabile dei Consorzi di bonifica; attuare la soluzione alla quale si è lavorato per risolvere la ventennale vertenza della Sbs di Arborea; migliorare il funzionamento degli uffici agricoli attraverso la riorganizzazione dell’assessorato (ci ho lavorato a lungo, ora manca solo il visto dell’assessorato degli Affari generali); favorire il rientro del personale degli ex servizi ripartimentali in assessorato per colmare la voragine dopo la fuga di parte del personale verso le nuove agenzie agricole; avviare la revisione del ruolo dell’attuale Laore.

    Agenzia che, con l’indispensabile l’inserimento in organico del personale dell’Ara e le altre attività per i controlli ai “furbetti del quartierino”, si avvicinerà molto di più alla gente. A queste sfide aggiungetene altre mille e capirete che l’agricoltura e la pesca sono così complesse che solo lavorando senza sosta, come ho provato a fare io, potrà sorgere una nuova alba su due comparti che rischiano il tramonto. E senza agricoltura e pesca la Sardegna non ha futuro.

    UN GRAZIE ALLA STAMPA

    Non posso chiudere questo – che non è un addio ma la riconferma di una presenza e di un impegno – senza ringraziare tutti quelli che in Assessorato e Regione mi hanno aiutato. Desidero ringraziare anche la stampa, in particolare quella della Sardegna, perché con passione, dedizione e imparzialità ha sempre seguito l’attività di un comparto complesso, rendendolo più partecipato dall’opinione pubblica nelle criticità come nelle opportunità. Ho ritenuto dal primo giorno del mio insediamento che le porte dell’Assessorato dovessero rimanere sempre aperte ai media, anche alle critiche, perché la conoscenza e l’informazione sono le prime armi contro l’oblio e contro le tante problematiche che affliggono il nostro mondo agricolo.

    IL NUOVO INCARICO

    Vorrei infine salutarvi annunciandovi che oggi il presidente Ugo Cappellacci mi ha conferito un nuovo incarico di prestigio: coordinare il progetto Sardegna CO2.0. Il mio impegno per l’agricoltura dunque continua con entusiasmo al servizio dell’Isola e della nostra agricoltura".

    Andrea Prato

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