Apprendistato – Firmato protocollo d’intesa

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Regione, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali hanno firmato per la prima volta in Sardegna il Protocollo d’intesa per il sistema degli apprendistati. L’obiettivo è quello di favorire l’inserimento qualificato nel mondo del lavoro dei giovani in età compresa tra i 16 e i 29 anni, la qualità del lavoro e la capacità competitiva delle imprese.

Con questo Protocollo d’intesa, la Regione intende rilanciare l’apprendistato in tutte le forme introdotte dalla legge Biagi. “Il carente successo delle attività formative sinora realizzate nel sistema dell’apprendistato sardo – spiega l’assessore regionale del Lavoro, Franco Manca – è riassumibile in un dato: appena un apprendista formato ogni sei assunti. Tutto ciò, insieme all’emergenza della crisi occupazionale e al mutato quadro normativo dello strumento, ha creato i presupposti per condurci ad un nuovo e più incisivo confronto con le parti sociali e datoriali, allo scopo di costruire le premesse per un effettivo rilancio. Non si tratta di un ‘semplice’ contratto di lavoro, piuttosto può rappresentare un innovativo strumento di collocamento fondato sull’integrazione tra il mercato del lavoro e il sistema educativo e formativo. Vogliamo superare la vecchia e artificiosa distinzione tra la formazione ‘interna’ e quella ‘esterna’ all’impresa”.

Delle tre tipologie introdotte dalla legge Biagi, in Sardegna risulta operativo soltanto l’apprendistato professionalizzante, volto cioè al conseguimento di una qualificazione contrattuale attraverso una formazione sul lavoro e l’acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali. Del tutto virtuale appare l’apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, che consentirebbe l’acquisizione di una qualifica professionale (cioè di un titolo di studio) ai molti giovani assunti in apprendistato con al massimo la licenza media (ben il 54,5%, a cui va aggiunto un 3% senza alcun titolo) e un contrasto efficace della dispersione scolastica. Lo stesso discorso può essere esteso all’apprendistato di terzo livello, finalizzato al conseguimento di un diploma, di una laurea o di un titolo di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca. Si tratta, pertanto, di un’opportunità unica specialmente per le piccole e medie imprese sarde, che potranno investire con costi ragionevoli nella ricerca e nell’innovazione.
 

Le parti si ritroveranno a breve per definire le direttive di attuazione, in modo tale da rendere operativo l’accordo entro il prossimo autunno. Allo stato attuale sono già disponibili 9,3 milioni di euro tra fondi comunitari e nazionali. La durata dell’apprendistato varia dai due ai sei anni, a seconda della tipologia di contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dalla singola impresa. In Sardegna gli apprendisti regolarmente assunti sono 10-11mila.

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