Approvato il disegno di legge sul riordino della disciplina delle attività ricettive

0
679

Su proposta dell’assessore Sebastiano Sannitu, la giunta ha approvato  il disegno di legge sul riordino della disciplina delle attività ricettive. Il provvedimento risponde all’esigenza, manifestata soprattutto dagli operatori del settore, di aggiornare una legislazione inadatta e obsoleta. La legge principale che sino ad oggi regolamenta le attività legate all’ospitalità, risale al 14 maggio 1984.

Il nuovo impianto si configura come una legge quadro unitaria, superando le problematiche della  frammentazione  normativa. Regolamenta tutte le tipologie ricettive esistenti cercando di far emergere i flussi turistici sommersi che, si stima, comprendono 25/30 milioni di presenze annue.

Ovvero, più del doppio dei 12 milioni effettivamente calcolati. Il disegno di legge accoglie anche nuove tipologie che sino ad oggi non erano state classificate, individua principi di qualità nell’offerta, favorisce lo sviluppo delle zone interne riconducendo il turismo rurale all’interno della normativa unica. Si lancia anche un segnale si tutela del consumatore con l’istituzione di un numero verde e di dialogo costante con le associazioni dei categoria con la consulta permanente sul turismo. Organo composto da operatori e rappresentanti degli enti locali che affiancherà l’assessore nelle decisioni. Alla Giunta regionale è delegato il compito di adottare disposizioni attuative con il coinvolgimento delle associazioni degli imprenditori in modo da ottenere un progetto snello e capace di affrontare prontamente le necessità che la domanda turistica pone.

L’assessore Sannitu commenta: «Il disegno di legge supera finalmente tutta l’attuale frammentazione normativa, favorisce le nuove iniziative di sviluppo locale soprattutto nelle zone interne, crea le basi per  una destagionalizzazione dell’attività ricettiva stimolando diverse opportunità di sviluppo turistico, agevola la riqualificazione delle strutture e consente anche ai privati di gestire in forma non imprenditoriale attività di ospitalità. In tal modo si tende, da un lato, a completare la ricettività turistica sarda facendo emergere anche il sommerso e dall’altro a creare opportunità di reddito per chi gestisce le seconde case. Naturalmente si dedica massima attenzione al consumatore e si privilegia il dialogo con le associazioni di categoria».

Tra gli interventi più significativi si ricorda la regolamentazione del villaggio albergo, aziende ricettive caratterizzate dalla centralizzazione dei principali servizi in funzione di unità abitative in più stabili; dimora storica tradizionale o posada, alberghi in complessi immobiliari tradizionali della Regione; albergo diffuso, camere dislocate in più stabili separati in un centro storico, integrati tra loro dalla centralizzazione dell’ufficio ricevimento e delle sale comuni; albergo di campagna o country house, alberghi che intendono esaltare il patrimonio paesaggistico rurale con la riconversione di fabbricati rurali; destination club, strutture di target elevato per clientela che preferisce affittare o acquistare l’unità abitativa.

E’ stata introdotta la regolamentazione del turismo itinerante disciplinando la sosta di caravan, autocaravan e altri mezzi simili al di fuori delle aziende ricettive all’aria aperta, in aree attrezzate di impianti igienici idonei ad accogliere i residui organici. A riguardo si è disposto che i caravan abbiano un apposito libretto degli  scarichi.
È stato imposto il divieto di campeggio libero su tutto il territorio regionale. Si è introdotta la denominazione  di room & breakfast per gli affittacamere che svolgono il servizio di alloggio e prima colazione.

Il consumatore trova particolare attenzione nel disegno di legge: è stabilita una verifica della soddisfazione dell’ospite e l’istituzione di un numero verde per la vigilanza della qualità del servizio turistico.

Il numero verde, che non comporterà alcun onere finanziario aggiuntivo, consentirà alla Regione di avere un capillare controllo sull’attività turistica offerta fornendo un supporto alla vigilanza svolta istituzionalmente dagli Enti locali.

Comments

comments