Università: nuovi criteri per assegni di merito

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Pubblica Istruzione, ha dato il via libera ai nuovi criteri per l’attribuzione degli assegni di merito per il 2010, per una spesa complessiva di 14,5 milioni di euro da erogare agli studenti, figli di genitori residenti in Sardegna da almeno cinque anni, nuovi iscritti alla laurea triennale o specialistica (biennale) oppure che frequentano corsi di laurea nelle facoltà con sede nel territorio nazionale.

In considerazione della prossima pubblicazione dei Bandi, infatti, l’esecutivo Cappellacci ha introdotto parametri più dettagliati sia per gli studenti delle categorie 2 e 3 (anno accademico 2009/2010) sia per quelli che si sono diplomati nell’anno scolastico 2009/2010 e immatricolati all’Università nell’anno accademico 2010/2011 (Categoria 1).

Le graduatorie saranno formate tenendo conto non solo della votazione di laurea o di diploma, dell’anno di iscrizione, del curriculum in relazione alla durata legale del corso di laurea e al tempo effettivamente impiegato per l’acquisizione del titolo, ma anche dell’iscrizione nelle facoltà scientifiche, posto che una volta esaurite queste graduatorie, il beneficio dell’assegno di merito potrà essere esteso agli studenti iscritti in facoltà non scientifiche.

L’assegno di merito, inoltre, è cumulabile con i finanziamenti per la partecipazione ai programmi comunitari (es.: Socrates ed Erasmus) ed è integrabile con il finanziamento per il “fitto-casa” e con altre eventuali borse di studio erogate dall’Ente per il Diritto allo Studio Universitario cui fa capo l’Ateneo nel quale è attivato il corso. In caso di parità di merito all’interno della stessa graduatoria, verranno presi in considerazione, nell’ordine, lo status di studente “fuori sede” o “in sede” e il minor reddito, mentre la somma massima concedibile annualmente per studente è pari a 2.800 euro per gli studenti in sede e a 6.000 euro per gli studenti fuori sede.

“L’intervento – ha precisato l’assessore Milia – vuol favorire principalmente le facoltà tecnico-scientifiche, riconoscere il merito individuale e, pertanto, valorizzare il voto del diploma di scuola secondaria di II grado, quello della laurea triennale, il numero dei crediti formativi acquisiti e la votazione media degli esami”.

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