Aziende agricole che rischiano di finire all’asta sono circa 200

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“Questa Giunta, insieme al governo, hanno attuato e stanno attuando tutte le soluzioni praticabili per risolvere la vicenda della disgraziata legge 44 del 1988, mai notificata all’Unione europea. A livello nazionale abbiamo chiesto una proroga per far continuare a lavorare la Commissione di esperti, mentre a livello regionale abbiamo creato, d’intesa con le banche e Ismea, una piattaforma di rientro dal debito per quelle imprese che ancora devono ancora restituire parte dei mutui contratti. Un’opportunità però di cui ancora nessun agricoltore interessato ha usufruito”.

Questa mattina a Cagliari l’assessore dell’Agricoltura Andrea Prato ha voluto fare chiarezza sulla vicenda della legge 44 (Costituzione del fondo regionale di garanzia per l’agricoltura e provvidenze per l’agricoltura), approvata dal Consiglio regionale nel 1988. La Regione di allora – ha spiegato l’assessore – ha le sue pesanti responsabilità, quando gli assessori Muledda prima e Paba dopo crearono la legge e non fecero opposizione quando l’Unione europea, nel 1997, presentò il conto.

Detto questo, non è con la demagogia che si risolvono problemi ventennali come quello della legge 44, che ha generato un debito di circa 118 milioni di euro. In ogni caso, fin dal giorno dopo il nostro insediamento, io e il presidente Cappellacci ci siamo attivati per prendere in mano la vertenza, coinvolgendo direttamente anche il Governo.

Ma non è spostando il problema che si risolve tutto. Ecco perché abbiamo raggiunto un’intesa con gli istituti bancari che prevede che il titolare dell’azienda in sofferenza si presenti in banca con un soggetto "novato", una persona di fiducia o un parente stretto, che accetti di acquistare l’azienda agricola indebitata contraendo un nuovo mutuo a tassi convenienti con la garanzia della Regione. Per fare questo abbiamo previsto 5 milioni nella Finanziaria regionale 2009 a favore dei Consorzi fidi più altre risorse del fondo Ismea. Ora tocca agli agricoltori che vogliono usufruire di questa possibilità fare i propri passi.

Altre soluzioni, come la cancellazione tout court del debito, non sono praticabili né sarebbe scorretto nei confronti di quelle aziende che sono riuscite a pagare”. A oggi le aziende che rischiano di finire all’asta sono circa 200. L’assessore ha poi voluto mettere l’accento sulla presunta inaffidabilità delle aziende agricole sarde: “Al mondo produttivo regionale sono stati erogati prestiti per 11 miliardi di euro, di cui circa 800 milioni alle imprese agricole, per le quali le sofferenze complessive – certificate dall’Abi – ammontano a 184 milioni di euro, cifra in cui rientrano anche i 31 milioni collegati ai mutui della legge 44. I dati parlano chiaro: gli imprenditori agricoli sono fra i più virtuosi e affidabili nei confronti delle banche”

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