Costo benzina – Uds: “Proposta di legge riduzione del costo del carburante”

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    A più di tre anni di distanza dalla presentazione in Consiglio Regionale, il Movimento giovani dell’Uds rilancia la proposta di legge di iniziativa popolare sulla riduzione del costo del carburante per i sardi residenti.
    I vertici giovanili del partito, che nel 2008 promossero la campagna di sottoscrizione raccogliendo oltre 11.000 firme a sostegno del provvedimento, hanno rivolto un appello alla presidente della massima assemblea sarda, Claudia Lombardo, per inserire il provvedimento nel calendario degli impegni legislativi urgenti dell’Aula e per sollecitare un incontro sugli obiettivi e finalità dell’iniziativa.
    Nella lettera che accompagna il testo legislativo, il Movimento Giovani dell’Uds sottolinea come la proposta “seppure avesse avuto riscontri positivi nell’opinione pubblica, come dimostrato dalle firme raccolte, non abbia purtroppo trovato a livello di Consiglio regionale l’adeguato necessario sostegno”.
    In particolare, il provvedimento prevede uno sconto sul prezzo della benzina alla pompa pari a 30 centesimi di euro per ogni litro: un risultato che si può ottenere rivedendo le modalità di riscossione delle accise. “Così come avviene in altre Regioni (una su tutte la Valle D’Aosta) – ha sottolineato la coordinatrice regionale dei giovani dell’Uds, Alessandra Boldetti – chiediamo una maggior considerazione per una proposta che consente ai cittadini sardi di usufruire di un congruo sconto sul prezzo della benzina, proporzionato al costo che l’Isola paga in termini di impatto ambientale, per la presenza della raffineria in uno dei siti strategici del nostro territorio nonché per compensare la grave carenza infrastrutturale dei trasporti”.
    Secondo i giovani del partito fondato da Mario Floris, attualmente assessore degli Affari generali nella Giunta regionale, la Sardegna, in ragione della sua insularità e dell’assenza di prodotti energetici competitivi, “sostiene un carico superiore a qualsiasi regione d’Italia e d’Europa per spese e per oneri energetici che gravano sui consumi delle famiglie e sulle imprese”.

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