Blue Zones: in 14 piccoli Comuni sardi l’elisir di lunga vita

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Cinque zone del mondo dove si vive di più, le cosiddette zone blu o blue zones, tra cui 14 piccoli comuni del centro Sardegna. Ad individuarle è stato il giornalista esploratore Dan Buettner con il National Geographic (da cui il libro The Blue Zones Solution), che, insieme a Gianni Pes e Alessio Tola dell’Università di Sassari ed al belga Michel Poulain, è andato a caccia degli hotspot mondiali in cui vivono più centenari.

Durante questa ricerca avventurosa ed affascinante, le cinque zone blu individuate e nelle quali sono stati riscontrati elementi in comune, dallo stile alimentare a quello di vita, sono presenti oltre che in Sardegna, nell’Isola di Ikaria in Grecia, Okinawa in Giappone, nella penisola di Nicoya in Costa Rica e nel villaggio di Loma Linda nella California meridionale.

Dalle ricerche sulla Sardegna è emerso che la più alta concentrazione di centenari si trova in 14 piccoli Comuni collocati tra la Barbagia e l’Ogliastra dove abitano circa 40mila persone: Fonni, Gavoi, Ollolai, Ovodda, Tiana, Mamoiada, Orgosolo, Oliena, Villagrande Strisaili, Arzana, Baunei, Triei, Talana e Urzulei.

In Sardegna il contributo all’approfondimento del tema sulla longevità ed alimentazione arriva anche dal Centro ricerche sull’alimentazione dei centenari di Assemini, capeggiato dal presidente della Comunità mondiale della longevità, dott. Roberto Pili.  “Il Centro ricerche – ha affermato Pili – si occupa di studiare la relazione tra alimentazione e la longevità dei sardi”.

Nel Centro di ricerca sulla alimentazione dei centenari, ospitato nella sede della Scuola della Longevità presso il Centro di Formazione Ifal di Assemini, giovani cuochi riportano in tavola piatti tipici sardi, le cosiddette ricette dei nonni e delle nonne, riproposte in maniera assolutamente naturale e genuina.

Quali sono i segreti della longevità dei sardi?

Dalle ricerche condotte sino ad ora sulla longevità e sui centenari, emerge che in diverse zone si è osservata l’abitudine da parte degli anziani longevi di coltivare l’orto. Dunque il contatto con la natura e i prodotti dell’orto, verdure e legumi, di cui poi si cibano gli anziani, rappresenterebbe in primis un elisir di lunga vita. Quindi l’alimentazione, cioè una dieta basata soprattutto su verdure e legumi, influisce in maniera determinante sulla straordinaria longevità dei sardi, insieme al fattore genetico, che resta quello principale. Importante una regolare attività fisica (è emerso ad esempio che gli abitanti delle zone ‘longeve’ si spostano maggiormente a piedi). Inoltre è indispensabile che l’anziano sia radicato nella propria famiglia e comunità e ne sia membro attivo; anche la spiritualità e la fede religiosa sembra essere uno degli elisir che dona felicità e tranquillità agli anziani.

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