Capoterra – Rabbia, speranze, delusioni

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Capoterra: OCCORRONO INTERVENTI URGENTI – Dodici mesi di rabbia, speranze e delusioni. Articolo di Giuseppe Pala

Sono trascorsi ormai dodici mesi dalla mattina del 22 Ottobre 2008, giorno in cui la comunità capoterrese ha vissuto una delle esperienze più traumatiche della sua esistenza, un mercoledì che resterà scolpito nella memoria di tutti noi. È bastato lo spazio di alcune ore per portare sull’intera comunità la disperazione totale e una tristezza che tarda a scomparire.

Abbiamo assistito impotenti alla devastazione del nostro territorio, delle nostre case e alla perdita di tutte le cose a noi più care, anni di lavoro e sacrifici che nel volgere di poche ore sono state ingoiate dalla furia del fango.

Una forza distruttrice che non ha risparmiato neanche la vita a quattro persone che per ironia della sorte, si sono trovate, involontariamente, in mezzo alla forza della natura che noncurante della vita umana, si riappropriava, in sole quattro ore, di quella sua parte di territorio che decenni di scellerata speculazione edilizia e negligenza umana le aveva sottratto.

Ancora oggi sono molte le persone che vivono nel loro inconscio la paura di quei momenti drammatici. I bambini, pur avendo avuto il sostegno degli psicologi nelle scuole, stentano a dimenticare le immagini di paura e distruzione con la quale hanno convissuto per giorni, nei loro discorsi sono ricorrenti i riferimenti, basta che si oscuri il cielo, per far riemergere in loro il ricordo di quelli interminabili momenti. 

22 ott 2008A distanza di dodici mesi, in molte zone, sono ancora ben visibili i danni provocati dall’alluvione, banalmente si potrebbe dire che il tempo si è fermato, marciapiedi, ponti e strade privi dei più elementari sistemi di sicurezza.

La zona in cui sono maggiormente evidenti i danni è sicuramente il quartiere di Poggio dei Pini; con la zona di Pauliara  ancora isolata a causa del crollo del ponte sul rio san Gerolamo, strade che presentano le sembianze di mulattiere. Altri siti andati distrutti quali ad esempio; il parco giochi o la scuola materna a san Girolamo stentano a rinascere: pur avendo a disposizione i fondi per la loro ricostruzione, bisognerà attendere i risultati dello studio del bacino idrografico, per capire dove poter ricostruire le nuove strutture.

Superata la fase dell’emergenza è iniziata subito quella della competenza, tutti gli enti interessati hanno cercato di scaricare a vicenda, la competenza e l’onere della ricostruzione.  Molte sono state le iniziative a sostegno delle popolazioni colpite dall’alluvione, durante i giorni dell’emergenza, abbiamo riscoperto la solidarietà, valore che si pensava fosse andato perduto, soppiantato da fenomeni quali il nichilismo tipico della società contemporanea.  Trascorse alcune settimane dal giorno dell’alluvione, si è costituita un’associazione denominata 22 ottobre, nata con diversi fini, tra cui quello di vigilare sulla regolarità dei lavori di ricostruzione e di messa in sicurezza del bacino del rio San Gerolamo, e per interloquire con le autorità competenti al fine di rendere partecipi in prima persona gli abitanti, nelle decisioni da assumere per il riassetto idrogeologico del territorio.

Avvalendosi di Geologi ed Ingegneri, l’associazione ha organizzato alcuni incontri con le popolazioni locali, al fine di illustrare cosa realmente è accaduto la mattina del 22 Ottobre nel nostro territorio, e quali potrebbero essere i rischi in caso di un’ipotetica rottura della diga presente nella zona di Poggio dei pini, uno sbarramento di terra la cui presenza ha creato, sin dalle prime ore successive all’alluvione, preoccupazione tra gli abitanti delle lottizzazioni a valle.

La maggior parte delle famiglie travolte dall’alluvione, rimboccandosi le maniche e grazie agli indennizzi regionali ricevuti, hanno potuto rimettere in sesto le proprie case e rincominciare un’esistenza serena, con la speranza che gli avvenimenti del 22 Ottobre sia per loro solo un brutto ricordo.  

Sul versante politico vanno registrate diverse iniziative tra cui spicca quella dei consiglieri regionali del PD; Marco Espa e Gian Valerio Sanna, i due consiglieri di minoranza, hanno presentato una proposta di legge per lo stanziamento di 40 milioni di euro per la messa in sicurezza del bacino del rio san Gerolamo e per la sistemazione delle infrastrutture, tale proposta dovrebbe essere discussa in Consiglio Regionale proprio in concomitanza con il primo anniversario del 22 Ottobre.

Le prime piogge autunnali e l’avvicinarsi del primo anniversario, sta creando qualche malumore tra la popolazione, preoccupata, poiché a distanza di circa un anno la situazione è paralizzata in particolare, i tanti decantati lavori di messa in sicurezza del rio San Girolamo stentano ad iniziare, in particolare tra la gente serpeggia la speranza che si arrivi ad una definitiva messa in sicurezza del bacino del rio San Gerolamo, passo indispensabile affinché le popolazioni stanziatesi in questi ultimi anni lungo i corsi d’acqua, possano ritornare alla normalità e cancellare per sempre il ricordo della mattina del 22 Ottobre.

Fonte: http://www.demoscapoterra.org

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