Cappellacci rinuncia all’indennità di presidente della Giunta

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“In un momento difficile, come quello attraversato oggi dal Paese e dalla nostra Isola, è importante dare un segnale forte, concreto, significativo per dire che la politica vive fianco a fianco con i cittadini, non sopra di essi o sulle loro spalle. Occorre un messaggio chiaro per dire che le nostre preoccupazioni e le nostre aspirazioni sono le stesse vissute nel quotidiano dalle madri, dai padri, dagli studenti e dai lavoratori precari”.

Così il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, al termine della seduta della Commissione Ambiente, cambiamenti climatici ed energia (ENVE) tenutasi stamane a Malmo (Svezia) ha annunciato la rinuncia all’indennità di presidente della Giunta.

“Il tema – ha evidenziato Cappellacci – non è tanto quello dei costi della politica, che è ben lungi dal risolversi con una semplice rinuncia alla indennità, quanto quello dell’animo con cui si porta avanti l’azione politica: un fatto di coscienza e di esempio per avviare un nuovo corso in cui si possano anche con azioni concrete dividere pesi e responsabilità del quotidiano. Non sarebbe pensabile, infatti, chiedere sacrifici e coraggio alla nostra comunità senza dare un esempio concreto”.

“La rinuncia all’indennità – puntualizza il governatore – non rappresenta la soluzione ai mali della Sardegna, ma intende essere un contributo da parte di chi con la propria coscienza sente la responsabilità del ruolo. L’auspicio è che anche da segnali di questo tipo possa nascere uno spirito comune, di grande coesione che ci spinga a rimboccarci le maniche tutti insieme e aiutare questa nostra terra a sollevarsi dalla macerie economiche, sociali e culturali che la calamità della crisi, aggravata da decenni di amnesie della politica, ha lasciato dietro di sé. Anche perché chi ha un mandato politico – evidenzia il presidente – deve essere prima di tutto uomo, padre, lavoratore e non smettere mai di ragionare come tale”.

“Occorre altresì ribadire chiaramente – ha aggiunto Cappellacci – che la politica non è un mestiere, non è un privilegio per pochi da tramandare di padre in figlio o da spartire con i propri sodali secondo meccanismi di cooptazione, ma è passione, tensione morale e ideale, servizio alla propria comunità. E’anche mandato elettorale democratico che per sua natura non può che essere a tempo determinato o, almeno, dovrebbe diventare tale per consentire quel ricambio generazionale che, portando ossigeno, faccia respirare i palazzi della politica, rimasti per troppo tempo “sotto vuoto”. Per ridare forza alla politica – ha aggiunto il governatore – e restituire ad essa il ruolo di cui la nostra società ha bisogno è necessario e non più rinviabile uno sforzo che ricongiunga alla irrinunciabile legittimazione democratica una altrettanto indispensabile legittimazione morale, che deve essere guadagnata quotidianamente sul campo della considerazione che la comunità nazionale ha dei propri rappresentanti. Per questi motivi – ha concluso Cappellacci- rinuncio alla mia indennità di presidente della Giunta regionale”.

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