Mauro Pili contro il caro traghetti: “Serve una mobilitazione immediata e senza bandiere”

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Sardegna sotto sequestro

Sardegna sotto sequestroPILI: SARDEGNA SOTTO SEQUESTRO. TARIFFE PROIBITIVE PER I TRASPORTI MARITTIMI. PRESENTATI RICORSO AL TRIBUNALE, ALL’ANTITRUST E AL VIA LA CLASS ACTION.
“La stagione turistica alle porte rischia il tracollo. La Sardegna è, di fatto, sotto sequestro. Le tariffe proibitive applicate dalle compagnie di navigazione in molti casi hanno anche raddoppiato il costo dei biglietti rispetto allo scorso anno.

 

 La Sardegna e le istituzioni devono reagire.  Serve una mobilitazione immediata e senza bandiere. Chi è legittimato a farlo deve presentare immediatamente ricorso sia al giudice ordinario sia all’Autorità per la Concorrenza”.

L’allarme è del parlamentare sardo Mauro Pili che stamane nel corso di una conferenza stampa ha illustrato le azioni da mettere in campo con urgenza per evitare un danno senza precedenti alla Sardegna e alla sua economia turistica.

“Le compagnie di navigazione – sostiene Pili – stanno operando un vero e proprio sacco ai danni della Sardegna senza che si levi una ferma e dura opposizione anche giudiziaria a quanto sta avvenendo. Tutti sotto banco parlano di accordo segreto tra compagnie ma nessuno fa niente per verificare cosa c’è dietro un’azione che sta minando alla radice il sacrosanto diritto dei sardi di essere considerati parte integrante dello Stato”.

“Non si può perdere più nemmeno un giorno di tempo – sostiene Pili. All’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato deve arrivare un ricorso autorevole delle istituzioni sarde, non si possono lasciare indisturbate le compagnie di navigazione che giustificano l’incremento delle tariffe con un davvero poco credibile aumento del costo del carburante. Di certo – ribadisce Pili – non si può imputare al costo del carburante un aumento delle tariffe superiore al 100% così come non è credibile e ed è inaccettabile che si parli di regime privatistico per i trasporti marittimi. Proprio perché si tratta di un primario e vitale servizio pubblico, in alcun modo le tariffe possono essere definite nell’ambito di un mercato, che non solo non è libero ma è profondamente condizionato da un evidente e sostanziale cartello tra compagnie”.

Bastino due esempi censiti dalla Fasi, Federazione delle associazioni degli emigrati sardi in Italia, per capire cosa realmente sta accadendo in Sardegna:

·         per una tratta di sola andata tra Genova e Olbia una famiglia composta da due adulti più un bambino e un auto nel 2010 ha pagato il biglietto, per la data di partenza del 5 agosto 2010, emesso nella data del 13 gennaio 2010, 220 euro. Il preventivo effettuato il 10 gennaio 2011 per il 5 agosto 2011 ha fatto registrare un costo di 400 euro, con un incremento in un anno di oltre 180 euro corrispondente ad oltre l’ottanta per cento in più rispetto al 2010;

·         per la tratta Genova – Porto Torres, andata e ritorno, 2 adulti, un bambino, un infante, e un auto si pagava nel 2010, stesso periodo dell’anno, agosto, 420 euro, nel 2011 stesso periodo 928 euro, 508 euro in più per un incremento del 121 per cento;

“Per questo motivo – annuncia Pili –  abbiamo deciso di mettere in campo un’azione forte e chiara puntando su tre livelli di intervento, quella del Giudice Ordinario per un urgente pronunciamento sospensivo delle tariffe, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ed infine una Class Action che preveda il risarcimento dell’indebito guadagno relativo alle maxi tariffe applicate dalle compagnie di navigazione. Già da oggi trasmetteremo una copia dello schema di “Ricorso urgente al Tribunale di Cagliari” a tutti quei soggetti che hanno titolo per la presentazione, dal Presidente della Regione, ai Presidenti delle Province, dai Sindaci alle associazioni di Categoria, alle Associazioni degli emigrati sardi. E’ indispensabile fare in fretta, la stagione potrebbe essere già compromessa e proprio per questa ragione è indispensabile percorrere tutte le strade giudiziarie che possano riaprire i termini per la definizione di tariffe più congrue e non discriminatorie”.

“Stamane – ha comunicato Pili – abbiamo inviato formalmente all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il ricorso che abbiamo predisposto come parlamentari e per tutta la settimana sino al 28 di aprile chiederemo la sottoscrizione dello stesso ricorso ai tanti cittadini duramente gravati dalle tariffe delle compagnie di navigazione, infine, e contemporaneamente, inizierà la sottoscrizione della proposta di class action per chiedere il risarcimento del danno”.

“ La grave assenza della Tirrenia sulla tratta Olbia Genova – conclude Pili – è risultata decisiva per la maxispeculazione ai danni della Sardegna e dei sardi. Ora che la privatizzazione della compagnia pubblica è prossima occorre definire in ogni singolo dettaglio il contratto di servizio e la Regione sarda deve  esigere di esprimere un parere vincolante su quelle regole. Non è assolutamente ipotizzabile che la continuità territoriale marittima non venga garantita, così come è previsto per legge, attraverso la puntuale definizione di tariffe che devono svolgere una funzione di coesione e riequilibrio territoriale”.

Fonte: http://www.mauropili.org

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