Comparto ippico – Rilancio del cavallo sardo

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    Rilanciare il comparto del cavallo sardo in tutte le sue specialità e a livello nazionale e internazionale, anche attraverso il riconoscimento di una filiera produttiva ippica/equestre dedicata e l’ottenimento di un marchio specifico. La Regione e Agris investiranno subito risorse importanti per far decollare un comparto che in Sardegna coinvolge più di 2.500 allevamenti. Il punto è stato fatto oggi a Ozieri nel corso degli Stati generali del settore, convocati al Dipartimento di ricerca per l’incremento ippico dal commissario di Agris, Efisio Floris, e che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale dell’Agricoltura Andrea Prato, di rappresentanti degli ippodromi sardi (Cagliari, Chilivani, Sassari, Villacidro), delle associazioni degli allevatori e del comparto.

    L’occasione si è rivelata utile per affrontare i problemi e le potenzialità di crescita a partire dall’anglo-arabo sardo passando per il progetto delle ippovie per coniugare cavallo, turismo, rilancio della ruralità e dell’agro-alimentare, per l’attività degli ippodromi isolani. Soddisfazione sul rinnovato interesse e per il confronto diretto con la Regione è stata espressa da operatori e associazioni intervenuti all’incontro, al quale ne seguiranno altri a breve.

    “Agris – ha premesso il commissario Floris – vuole contribuire al rilancio del cavallo in Sardegna e il relativo programma dell’Agenzia sarà stilato con il supporto della Regione ma soprattutto con gli attori coinvolti. Stiamo lavorando per far diventare questa una filiera che possa trarre benefici al pari delle altre della nostra agricoltura, attingendo anche dalle misure del Programma di sviluppo rurale.. Il momento del confronto con tutti gli operatori sarà fondamentale per dare un futuro al cavallo della Sardegna”. In particolare, il dipartimento di Agris lavora su tre linee, ognuna legata all’altra: valorizzazione, riproduzione, ricerca.

    Da parte sua l’assessore Prato ha insistito come il cavallo sia parte integrante della storia e cultura isolana e in particolare il cavallo isolano può rivelarsi come un veicolo eccezionale anche per rilanciare le attività sportive, agricole e turistiche e per vivere la Sardegna 8 mesi all’anno e nelle sue zone rurali. “Altre regioni europee questo l’hanno capito e oggi buona parte dell’agricoltura e del turismo sopravvivono grazie al valore aggiunto del comparto ippico. Ma la Regione vuole puntare anche al rilancio delle attività dei nostri ippodromi che hanno dimostrato negli ultimi anni grande vitalità rispetto al trend negativo delle scommesse a livello nazionale. E, a differenza delle altre strutture italiane, gli ippodromi sardi contano sempre una grande partecipazione di pubblico in ogni corsa. Pensiamo inoltre che sia necessario creare una linea di corse destinata esclusivamente all’anglo-arabo sardo”.

    Nel corso della riunione si è parlato anche dell’importanza della formazione degli addetti per arrivare a una loro migliore efficienza e capacità gestionale. “E occorre insistere, anche con la collaborazione delle Università isolane, sulla ricerca in Agris nelle varie discipline, investire su una ricerca non autoreferenziale ma finalmente vicina alle esigenze degli operatori e degli allevatori”, ha concluso l’assessore Prato.

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