Confesercenti: “Il turismo nel 2011? Un bagno di sangue. Ecco le nostre proposte d’intervento”

    0
    201

    Calo abbastanza diffuso di presenze, con poche eccezioni; crollo dei fatturati durante la stagione estiva appena conclusa; malumore della clientela per i prezzi praticati dalle compagnie marittime: sono alcuni dei dati emersi nel sondaggio effettuato dal Centro di Assistenza Tecnica della Confesercenti Sardegna su 445 imprese sarde del settore turistico, in merito all’andamento della stagione estiva nell’Isola: 150 alberghi, 70 guide turistiche, 25 campeggi e 200 pubblici esercizi della ristorazione.

    “È stato un bagno di sangue”, ha commentato Marco Sulis, presidente regionale della Confesercenti, prima di illustrare i risultati del sondaggio: le presenze negli hotel sono diminuite per quasi il 62% degli operatori, nei campeggi il calo ha interessato il 93% dei casi. Per quanto riguarda ristoranti e bar, il numero dei clienti è diminuito per il 63% degli esercizi sardi. I risultati dell’indagine sono stati presentati da Carlo Amaduzzi, presidente regionale di Asshotel; Sandro Salerno, presidente dell’Assoturismo di Nuoro e Ogliastra; e Simonetta Caredda, delegata Fiepet Cagliari (settore ristorazione).
    “Noi, però – ha sottolineato con forza Marco Sulis – non vogliamo fermarci a una mera elencazione di dati, e soprattutto non possiamo permetterci di essere delusi o, peggio ancora, arrabbiati. Noi siamo imprenditori, perciò dobbiamo reagire immediatamente alla crisi – che c’è stata, è innegabile, e non è neppure terminata – e riportare la Sardegna ad essere la perla del Mediterraneo. Abbiamo tutte le potenzialità per riuscirci, ma non bastano più le sole risorse ambientali per attrarre i turisti”. La conferenza stampa di oggi, infatti, è servita a soprattutto a presentare tre proposte che la Confesercenti Sardegna gira alla Regione perché le faccia sue:

    – Istituzione di una vera flotta navale sarda, al di là delle sigle Tirrenia e Saremar. A tal proposito la Confesercenti Sardegna sta portando avanti l’idea di un “private equity”, in modo tale che tutti i privati interessati (siano essi persone fisiche o imprese) possano parteciparvi. L’obiettivo finale è quello di capitalizzare – con una quota di maggioranza – la Flotta Sarda SpA che la Regione intende costituire.

    – Creazione della Sardegna Tourist Card. Questo progetto, che la Confesercenti vorrebbe estendere alle altre Associazioni datoriali e di categoria, deve prevedere il totale coinvolgimento della Regione attraverso l’Assessorato del Turismo. La Regione dovrebbe farsi carico di creare un data base, il quale servirebbe non solo ad elencare le attività che aderiranno all’iniziativa, ma consentirebbe ai turisti in arrivo in Sardegna di compilare un modulo on line e ricevere automaticamente la Card. Con questa, nei punti vendita convenzionati, il turista avrebbe diritto ad uno sconto importante, la cui percentuale naturalmente è da fissare con le altre organizzazioni. “Dobbiamo invogliare la gente a venire in Sardegna non solo perché è bella, ma perché possiamo permettere loro di risparmiare pure sugli acquisti – commenta Sulis –. È una scommessa che a mio avviso sarà la carta vincente, insieme ai prezzi equi nei trasporti marittimi e aerei, per far riprendere l’economia isolana dopo il tracollo del 2011: ecco perché vediamo la Sardegna Tourist Card è strettamente legata al lancio della Flotta Sarda SpA”.

    – La Regione deve investire pesantemente sulla formazione del personale. “Attenzione – precisa il presidente Sulis –, non parliamo di alta formazione, bensì della formazione spicciola, quella che si richiede a un front office: camerieri, commessi dei negozi, impiegati che lavorano negli sportelli a contatto con i turisti, devono conoscere almeno la lingua inglese. Poi sono indispensabili i corsi di comunicazione e di corretto approccio con la clientela, perché anche questi sono dei lati deboli nei settori del commercio e del turismo, che spesso ci contraddistinguono negativamente rispetto ad altre regioni italiane e ad altri Paesi. Da questo punto di vista, non sarebbe male estendere i corsi di formazione anche ai datori di lavoro delle imprese di questi settori”.

    “Non possiamo permetterci un’altra stagione come quella che si è appena conclusa – dichiara infine Sulis – Certe decisioni vanno prese adesso. Non abbiamo un solo minuto da perdere, e spero che la classe politica abbia percepito l’emergenza”.

    Per ulteriori informazioni contattare Marco Sulis al numero 348-4214275.

    Comments

    comments