Crisi agricoltura: come uscirne

    0
    232

    "Per uscire dalla crisi dell’agricoltura sarda esistono diverse ricette. Una di queste è una migliore organizzazione dell’offerta, più aggregata e strutturata, con l’obiettivo di garantire non solo la qualità, ma soprattutto la quantità.

     Perché dobbiamo cominciare a invertire il trend che ci dice che il 70 per cento della carne e il 68 dell’ortofrutta è importato. Abbiamo diverse catene della distribuzione organizzata pronte ad acquistare decine di bovini adulti e vitelli allevati nell’Isola e un imprenditore della quarta gamma che vorrebbe avere i prodotti dei nostri campi. I contratti sono in via di definizione, ma le Organizzazioni di produttori delle varie filiere a oggi non riescono ancora a garantire quanto richiesto. Occorre piangere di meno e rimboccarsi le maniche di più".

    Lo ha dichiarato questa mattina a Sassari l’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato, intervenendo al seminario organizzato da Sisa Sardegna nel quale è stato presentato il progetto per mettere insieme domanda e offerta dell’agro-alimentare.

    "La distribuzione organizzata – ha spiegato Prato – è un attore fondamentale per arrivare al consumatore e consentirgli di fare la spesa con i prodotti della nostra terra. Ecco perché portiamo avanti questo progetto, oggi con la Sisa, che vuole valorizzare e promuovere le filiere strategiche dell’agricoltura sarda affinché ci sia un’offerta adeguata a quelle che sono le esigenze della distribuzione organizzata. Dobbiamo però avere il coraggio di ammettere che oggi in termini di offerta siamo poco organizzati per le esigenze delle grandi catene. Questo nonostante il bisogno di un’agricoltura sana e di alimenti genuini crescano di giorno in giorno. La qualità e la quantità però devono essere garantite tutto l’anno, con piani culturali precisi e accordi commerciali da rispettare. Con Sisa chiudiamo un accordo che consentirà di attingere dalle nostre filiere strategiche (bovino da latte e da carne, suinicola, ortofrutta, vitivinicola, cerealicola, ovina), a patto che i nostri produttori siano capaci di organizzarsi e garantire quantità e qualità".

    L’assessore ha poi annunciato novità sul fronte della partecipazione alle fiere nazionali e internazionali: "Andremo sono in quelle città dove gli imprenditori ci presenteranno accordi commerciali definiti e in quelle destinazioni dove i ritorni economici per le nostre aziende saranno riscontrabili. Nelle fiere si va per vendere le produzioni agro-alimentari della Sardegna".
    Massima collaborazione è arrivata dal gruppo Sisa della Sardegna: "Crediamo molto al progetto della Regione e dell’assessore Prato e mettiamo a disposizione la nostra struttura e la nostra piattaforma distributiva per concretizzare l’intesa".

    Comments

    comments