Dalla Regione chiesto al Governo lo stato di crisi dell’agricoltura della Sardegna

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Stato di crisi dell’agricoltura e urgenti misure economico-finanziarie per rilanciare il comparto agricolo della Sardegna. È la richiesta al Governo avanzata ieri pomeriggio dalla Giunta regionale e approvata con una specifica delibera proposta dell’assessore dell’Agricoltura Andrea Prato. La Regione chiede a Roma interventi per colmare i gap infrastrutturali, finanziari, fiscali e previdenziali per venire incontro alle esigenze delle imprese agro-zootecniche dell’Isola.

«Uno dei nostri settori produttivi ed economici più importanti – spiega il presidente della Regione Ugo Cappellacci – attraversa ormai da diversi anni una crisi congiunturale e difficoltà che per essere affrontate e risolte hanno necessità di un intervento forte e concreto ai massimi livelli. Sono sicuro che il Governo saprà ascoltare le nostre richieste ma soprattutto il grido di dolore delle aziende agricole dell’Isola e stilare assieme a noi un piano di rilancio dell’intero comparto».

«La crisi che attraversa l’agricoltura non solo sarda, ma mondiale – dichiara l’assessore Prato – è forse la peggiore dal Dopoguerra a oggi e per questo è all’attenzione delle maggiori potenze del pianeta, anche perché da problema economico può diventare un’emergenza sociale. Oggi è importante gestirla al meglio perché dobbiamo avere la consapevolezza che nessuno può risolverla con la bacchetta magica. La Sardegna è la prima Regione che recepisce in maniera operativa e con proposte concrete e straordinarie la richiesta del tavolo delle Regioni del sud avanzata a Bari nel settembre scorso all’esecutivo nazionale di prevedere soluzioni immediate per l’agricoltura nei territori più marginali».

Il documento approvato dalla Giunta regionale e inviato al Governo prevede diversi interventi:

1. Interventi finanziari

–       possibilità di procedere a una rateizzazione finanziaria dei debiti in essere in un’ottica di ripianamento delle passività onerose e, contestualmente, una moratoria delle esecuzioni e delle procedure di pignoramento per la riscossione;

–       costituzione, nella finanziaria 2010, di uno specifico intervento a livello nazionale, che non si configuri come aiuto di Stato, che favorisca l’accesso al credito attraverso l’attivazione di opportuni strumenti finalizzati al rafforzamento dei Confidi agricoli e di Ismea;

–       interventi volti all’abbattimento dei costi delle garanzie concesse dai Confidi agricoli o delle controgaranzie concesse da ISMEA agli stessi Confidi;

–       misure per la ricapitalizzazione delle società di trasformazione e distribuzione;

–       per il mantenimento dei tassi sui mutui su livelli accettabili, diminuzione dello “spread” delle banche, che pur con la diminuzione dell’EURIBOR continuano ad aumentare (questa misura potrebbe essere negoziata con le banche, anche all’interno dei “contratti” di tesoreria, e potrebbe quindi non avere costi a carico dello Stato).

2. Interventi fiscali

–       concessione del credito d’imposta per gli investimenti produttivi effettuati dalle aziende;

–       conferma delle agevolazioni contributive per le imprese che operano in zone svantaggiate e per i settori in crisi;

–       riduzione del cuneo fiscale per allineare la nostra situazione a quelle dei Paesi concorrenti;

–       eliminazione delle accise sui carburanti agricoli e riduzione o azzeramento dell’IVA per le aziende che effettuano investimenti strutturali nei settori in crisi;

–       riconoscimento del rimborso IVA (art. 30, comma 3, lett. c) del DPR 26/10/1972, n. 633) per l’acquisto di beni ammortizzabili effettuato dalle aziende agricole, relativamente a:

–        contratti preliminari di vendita;

–        spese di miglioramento, trasformazione ed ampliamento di beni di terzi;

–       riconoscimento della Cassa Integrazione per le PMI agricole (attualmente non contemplate nelle procedure correnti);

–       esenzione degli oneri relativi ai tributi locali, per le concessioni governative e dei tributi consortili maturati nell’anno in corso

3. Interventi previdenziali

–       la reintroduzione della sospensione dell’incremento annuale di 0,20 punti percentuali della contribuzione pensionistica;

–       il mantenimento dell’incremento delle agevolazioni contributive, fino al 68%, per le zone svantaggiate e, fino al 75%, per quelle particolarmente svantaggiate;

–       una rivisitazione dei termini e delle modalità per dare una definitiva soluzione ai contenziosi INPS;

4. Interventi infrastrutturali

Energetiche

Si richiede l’intervento diretto al potenziamento dell’elettrificazione rurale della Regione, finalizzato a dotare d’energia elettrica tutte le aziende agricole che hanno validità economica e assetto produttivo stabile anche in zone marginali. In tale ambito, nelle località ove l’alimentazione dalla rete preesistente è antieconomica ovvero impossibile, potranno essere sussidiati interventi diretti alla realizzazione di piccole reti di produzione e distribuzione di energia derivante da fonti rinnovabili.

Sistemi irrigui delle aree agricole

Gli impianti irrigui, gestiti dai Consorzi di Bonifica presenti nella Regione, necessitano di continui interventi e di continua manutenzione per consentire soddisfacenti livelli di efficienza e assicurare una diminuzione di costi ed un contenimento degli sprechi. Sono necessari interventi di risanamento e di ristrutturazione di canali e condotte di adduzione, principali e secondarie, oltre ad importanti opere di sistemazioni idraulico-agrarie e forestali, che assicurino una efficace azione di tutela del territorio.

Si richiede l’intervento diretto all’incremento delle aree irrigue e, quindi, alla possibilità di realizzare colture con più alto valore aggiunto, a garantire un prezzo equo della risorsa acqua per in consumo agricolo, a razionalizzare ed ottimizzare l’allocazione delle risorse in riferimento alla domanda, garantendo una più continua e costante distribuzione idrica sul territorio, a riequilibrare i bilanci idrici delle varie zone e sviluppare una effettiva capacità di gestione dell’acqua.

Viabilità

La presenza di adeguata viabilità garantisce un più idoneo accesso alle aree agricole e una più adeguata gestione delle aziende agricole, creando, quindi, migliori condizioni di vita che permettono di combattere lo spopolamento delle campagne. Inoltre, la presenza continua di operatori agricoli nelle aziende ed una rete efficiente di strade rurali non può che favorire la lotta contro gli incendi.

Si richiede l’intervento diretto al potenziamento della viabilità rurale, in modo tale da garantire il collegamento delle numerosissime aziende agricole e di allevamento ancora isolate o mal servite con i centri, sia di trasformazione e commercializzazione dei prodotti e sia di acquisto dei mezzi di produzione, al fine di conseguire assetti territoriali più organizzati.

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