Facoltà Medicina – 142 borse di studio

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142 borse di studio a favore degli specializzandi per la frequenza delle Scuole di specializzazione delle Facoltà di Medicina e chirurgia: è il contenuto di una delle delibere approvate dalla Giunta regionale su proposta dell’Assessore regionale della Sanità Antonello Liori.

I destinatari sono sia gli specializzandi, che già frequentano le Scuole, che i laureati ammessi al primo anno di corso delle Scuole. Dovranno essere nati in Sardegna, o risiedervi da almeno sei anni, oppure essere figli di emigrati sardi .

Per il 2009 la distribuzione delle borse è stata determinata alla luce del fabbisogno formativo indicato dal “Piano sanitario regionale dei servizi 2006/08” e considerando le esigenze dei servizi erogabili da parte delle strutture del Servizio sanitario regionale, delle domande di partecipazione dei neolaureati   agli esami di ammissione alle Scuole negli ultimi anni e delle proposte formulate dalle Università di Cagliari e Sassari.

Sono state istituite 81 borse di studio per le Scuole di specializzazione dell’Università di Cagliari (suddivise in 5 per farmacologia, 4 per fisica medica, 14 per genetica medica, 16 per microbiologia e virologia, 13 per ortognatodonzia, 15 per patologia clinica e 14 per scienza dell’alimentazione) e 61 per quella di Sassari (suddivise in 15 per biochimica clinica, 11 per chirurgia odontostomatologica, 11 per microbiologia e virologia, 12 per patologia clinica e 12 per scienza dell’alimentazione) per una spesa complessiva di 1.647.697 euro nel bilancio 2009, 1.206.764 euro per il 2010 e 870.262,50 euro nel 2011.

“Con questo intervento abbiamo dato soluzione ad un’annosa disparità – ha spiegato l’Assessore regionale   dell’Igiene   e Sanità e dell’Assistenza sociale, Antonello Liori – tra i medici frequentanti le scuole di specializzazione, che forniscono assistenza ed usufruiscono dell’assegno di formazione, e i non medici che pur frequentando le stesse scuole non avevano alcun sostegno economico. Un impegno concreto, frutto anche di un confronto coi rappresentanti degli specializzandi non medici.”

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