iRS Nuoro – Il 90% degli attivisti abbandona il movimento capeggiato da Gavino Sale

0
724

 Il 90% degli indipendentisti iRS nuoresi ha deciso di abbandonare il movimento  capeggiato da Gavino Sale per aderire a un progetto di  costituente indipendentista repubblicana. «I responsabili e gli attivisti di iRS Nùgoro – scrivono gli esponenti di iRS Nùgoro – rendono noto che non si riconoscono nei metodi e nelle parole di Gavino Sale. iRS Nùgoro inoltre non riconosce e respinge i commissariamenti e gli abusi compiuti nei giorni scorsi dall’ex presidente di iRS autoproclamatosi segretario, presidente e detentore del potere di nomina dei dirigenti di un movimento dal quale è stato persino espulso».

Nel documento affermano inoltre che «iRS Nùgoro come le altre articolazioni territoriali di iRS (Casteddu, Sulcis, Campidanu, Ogiastra, Aristanis, Gaddura e Disterru) si è sempre battuta al fianco di chi ha lavorato per la democrazia interna contro le resistenze di quei pochi che vivevano ancora un indipendentismo vecchia maniera secondo cui la maggioranza si doveva adattare alle deliberazioni di un singolo. Nel nostro territorio e nei restanti nove decimi del territorio nazionale, questi metodi non hanno mai attecchito».

«Per queste ragioni e per senso di responsabilità nazionale – proseguono gli indipendentisti – comunichiamo che il 90% degli attivisti lascerà questo movimento trascinato nella vergogna, per aderire a un progetto di  costituente indipendentista repubblicana che con una massiccia partecipazione popolare creerà un nuovo grande soggetto politico, ideato e costruito dai sardi per i sardi. Un soggetto che si lascerà alle spalle ogni vecchia forma di leaderismo, in quanto è ormai chiaro a tutti che senza piccoli leader, interessati più al proprio tornaconto che alla causa indipendentista, si potranno fare quei passi da gigante che iRS ha lasciato soltanto intravedere. Passi che non abbiamo potuto compiere definitivamente a causa di quelle resistenze autoritarie che oggi possiamo finalmente superare.

Con l’assemblea del 2 gennaio a Santa Cristina, che ha inaugurato i lavori della costituente, è ripreso il viaggio verso un indipendentismo democratico, inclusivo e nonviolento che darà continuità al lavoro svolto in questi anni nel nostro territorio e in tutto il territorio nazionale sardo. Le nostre attività non solo non si fermeranno ma aumenteranno nella qualità e nel numero, finalmente liberi dagli ultimi retaggi della vecchia politica».

Comments

comments