L’amore per la mia terra e per la mia gente

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Su Facebook Cappellaci replica: Cari amici, scrivo queste poche righe perché oggi ci troviamo di fronte ad una versione aggiornata, forse più subdola, di quella menzogna diffusa durante la campagna elettorale sulle mie origini non sarde. A causa del ruolo pubblico che ricopro, sono pronto ad accettare qualsiasi critica, anche la più feroce, ma non posso assolutamente tollerare che qualcuno per additarmi come nemico tenti di dipingermi come una persona diversa da quella che sono, da come mi conoscono tutti, come uomo e come presidente della Regione. Un quotidiano, la cui proprietà è nota a tutti, riporta, forse per distogliere l’attenzione da altre conversazioni che si guarda bene dal pubblicare, una ricostruzione strumentale di un’intercettazione telefonica riguardante la mia persona.

Dalla reale versione di quel dialogo non ho nulla da temere, anzi: infatti, come si evince dalle pagine di altri giornali, che riferiscono in maniera più completa l’accaduto, il sottoscritto si è messo in contatto con chi si occupava delle opere del G8 per tutelare gli interessi generali della nostra Sardegna e, in particolare la realizzazione della Sassari-Olbia. Chi legge con onestà intellettuale tale documento non solo non vi può trovare alcuna ombra, ma può avere altresì un riscontro della mia onestà, della mia trasparenza e fare i confronti con quella di altri.

Visto che non è emerso nulla di compromettente, qualcuno ha pensato bene di mistificare il significato delle mie parole e di tentare per la seconda volta di additarmi come nemico ed estraneo alla comunità di cui faccio parte e di cui sono fortemente orgoglioso. La frase che il quotidiano in questione nel titolo dell’articolo contrabbanda come “Il vero limite della Sardegna sono i Sardi” in realtà era “Ho la consapevolezza del vero grande limite della Sardegna… NOI Sardi”. Una frase che nel suo significato reale, non in quello che qualcuno vorrebbe attribuirle in maniera disonesta, confermo. Il significato è quello che ripeto in ogni mia uscita pubblica: quello di un popolo che troppo spesso la storia ha visto diviso e che invece dinanzi alle difficoltà deve scoprirsi unito e consapevole delle proprie capacità, delle proprie potenzialità. E’ proprio per amore della mia terra e della mia gente che mi rammarico quando rischiamo di essere il limite di noi stessi. Il mio è l’amore con cui ogni padre desidera che la famiglia sia unita, che i figli siano consapevoli delle proprie capacità delle proprie potenzialità e seguano con perseveranza le loro aspirazioni. Desidero le stesse cose per la Sardegna e per ciascuno di noi. Questo non è disprezzo per la comunità cui appartengo: è forte senso di appartenenza, passione e volontà di dare il mio contributo affinché possa migliorare la vita di ciascuno dei miei concittadini. Sono tutti sentimenti che chi mi ha conosciuto, come uomo o come presidente, chi ha parlato con me, privatamente o pubblicamente, non può che confermare. Il disprezzo, semmai, appartiene a chi per perseguire i propri scopi politici, tenta costantemente di dividerci, di creare faide, di suscitare i sentimenti peggiori e far leva su di essi per trarre un’utilità per la propria fazione, non certo per la nostra amata Isola.
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