Launeddas, nuove tecnologie per l’analisi della musica. Venerdì 18 novembre la presentazione del libro sull’argomento

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    Intervista ad Andrea Corona, compositore e ricercatore cagliaritano che da 13 anni si occupa dello studio delle espressioni musicali popolari della Sardegna con particolare attenzione alle launeddas. Autore di diverse pubblicazioni sull’argomento, nel 2007, grazie al supporto dell’ufficio brevetti di Sardegna Ricerche, ha brevettato un sistema hardware innovativo in grado di trascrivere la musica delle launeddas, direttamente in formato digitale.
    Di che si tratta?
    Si tratta in sintesi di un sistema che utilizza la tecnologia touch sensor: vengono inseriti dei sensori sul corpo dello strumento e collegati ad un circuito che monitora il movimento delle dita sui fori (i sensori sono sistemati proprio in prossimità dei fori delle launeddas). I dati vengono poi processati e trasferiti, via USB 2.0, al pc per l’elaborazione dello sparito.
    Si tratta di un sistema “visivo”: possiamo definire questi sensori, come degli interruttori, quando il dito copre il foro dà l’ON, quando lo scopre, dà l’OFF. Questa scelta è motivata dall’estrema rapidità dei maestri di launeddas. Un sistema di campionamento solo sonoro, contemplato nell’elaborazione generale del segnale, non fornirebbe la stessa qualità e quantità di informazioni.

    Il 18 novembre presenterà un nuovo libro sull’argomento?

    Si, la presentazione del libro si terrà al Caesar’s Hotel di Cagliari alle 19.00, il titolo del libro è “Nuove tecnologie e metodologie nell’analisi della musica per launedda-s”. Ho scritto il libro per assolvere ad una necessità oggettiva nel campo teorico musicale ed in particolare per affrontare le problematiche di notazione musicale dei repertori folclorici in cui non esiste una rappresentazione cartacea (lo spartito).

    Questo significa che, non avendo a disposizione degli spartiti, “suona” questi repertori per poi ottenere uno spartito rielaborato attraverso questo sistema. In sostanza, l’utilizzo che lei fa di questo strumento è riuscire “a far trascrivere” al pc quanto esiste a livello consuetudinario nel mondo musicale ed evitare che vada perso, è corretto?
    Si è corretto.

    Questi sensori possono essere utilizzati anche su altri strumenti?
    Si, i sensori possono essere adattati a qualunque strumento forato (ad esempio il flauto dritto, il flauto irlandese, l’ocarina, la Quena, etc.). In realtà stiamo andando oltre il concetto del sensore, per soluzioni ancora più generali che si possano adattare, davvero, a qualunque strumento (violino, pianoforte, etc.). Non possiamo anticipare nulla, per ovvi motivi.

    Perché ha brevettato un sensore proprio per le launeddas?
    Ho brevettato questo sensore per launeddas, perché mi occupo proprio dello studio di questa forma di espressione musicale, così arcaica della quale non si sa praticamente nulla.

    Il libro
    “Nuove tecnologie e metodologie nell’analisi della musica per launedda-s”

    Il libro tratta delle nuove tecniche di trascrizione della musica attraverso una innovativa metodologia chiamata APML (Analisi Polifunzionale della Musica per Launedda-s). L’aspetto innovativo consiste in un approccio matematico nei confronti della musica e dei suoi aspetti teorici. Il libro si rivolge principalmente ai compositori ed a tutti i musicisti in generale, ai musicologi ed etnomusicologi.
    La presentazione è prevista per il 18 novembre 2011, alle ore 19:00, presso l’Hotel Caesar’s. Relatori: Andrea Corona (compositore e ricercatore); Federico Pedrocchi (Radio 24 – Il Sole 24 Ore); Mario Lera (Research Scientist – ISS – Illinois – USA); Sergio Fantini (TUFTS University – Boston – USA). Presenta e modera Ottavio Nieddu.

    Da Archimede Magazine 14/11/2011

    Greca Meloni
    Redattore

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