LILA chiede differimento della pena per detenuto sieropositivo, in gravi condizioni di salute

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    LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids) di Cagliari, sostiene e si unisce alla denuncia dell’associazione ‘Socialismo Diritti Riforme’ sul caso del detenuto sieropositivo di 40 anni, ricoverato nel centro clinico del carcere di Buoncammino di Cagliari, e chiede con forza che venga riconosciuto il differimento della pena.

    Più volte Maria Grazia Caligaris, presidente dell’Associazione ‘Socialismo Diritti Riforme’, ha denunciato “Le condizioni di salute dell’uomo, che non gli permettono neppure di camminare autonomamente costringendolo a muoversi su una sedia a rotelle. Una situazione che sta trasformando la pena detentiva in una tortura fisica psicologica”.
    “Il detenuto – ha affermato Maria Grazia Caligaris – ha presentato istanza di differimento della pena al Tribunale di Sorveglianza di Cagliari lo scorso febbraio, ma ancora inspiegabilmente la domanda non ha ottenuto risposta”.

    LILA sostiene con forza la denuncia dell’ Associazione ‘Socialismo Diritti Riforme’, mettendo in evedenza che “La grave situazione immunitaria dell’uomo, ulteriormente compromessa da varie altre patologie, al punto da ridurlo in sedia a rotelle, non consente di attendere ancora altri incomprensibili ritardi. L’incompatibilità tra Aids e carcere è ampiamente riconosciuta dalla legge 231/99 che afferma il diritto alla salute per i detenuti malati di Aids e costituisce una grossa conquista di civiltà giuridica. In virtù della legge – prosegue Brunella Mocci, Presidente LILA Cagliari – che sancisce tale diritto ma offre al magistrato la discrezionalità della decisione, ci chiediamo quale pericolosità sociale potrebbe essere rappresentata da un detenuto invalido e nelle condizioni descritte. Un malato che, anche usufruendo della migliore sanità penitenziaria, trarrebbe certo maggior beneficio dal poter essere assistito dai suoi familiari sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico”.

    “Cogliamo pertanto l’occasione – conclude LILA – per rivolgerci al magistrato del tribunale di sorveglianza, per chiedergli di concedere senza ulteriori indugi il riconoscimento del differimento della pena”.

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