La Lila interviene sul caso di donazione sangue ad Olbia:”Gli omosessuali non devono essere discriminati”

    0
    219

    La Lila interviene sul caso di Olbia in cui “Un donatore di sangue dopo essersi dichiarato omosessuale – afferma Brunella Mocci, presidente della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids Cagliari – è stato rimandato a casa dagli operatori del centro trasfusionale poiché il suo rapporto è considerato a rischio”.

    “L’OMS e le legislazioni italiane ed europee hanno da tempo eliminato la definizione di categorie a rischio (nella quale erano inclusi gli omosessuali ) preferendo quella di comportamenti a rischio – continua Brunella MocciTale categoria di fatto ha eliminato la discriminazione nei riguardi degli omosessuali, lasciando al medico la facoltà di decidere caso per caso. Non possono essere i soggetti ad essere considerati a rischio ma i comportamenti, e questa caratteristica non dipende dall’orientamento sessuale, interessando in eguale misura sia etero che omosessuali”.

    Secondo la LILA Cagliari:”Risulta quindi assai discutibile, se non palesemente lesiva dei diritti delle persone omosessuali, negare il diritto alla donazione ad una persona solo sulla base del suo orientamento sessuale”.

    “Così facendo le istituzioni e gli operatori sanitari non solo discriminano in maniera arbitraria un’intera fascia di popolazione, quella omosessuale, che peraltro viene sempre ignorata dalle politiche di prevenzione, ma allo stesso tempo la sfruttano – commenta Brunella Mocci – continuando a far passare il pregiudizio che sia composta da soggetti ad alto rischio, tanto da doverli escludere anche dal diritto civile alla donazione del sangue. Ci chiediamo se tale livello di attenzione venga riservata anche alle persone eterosessuali che si presentano alla donazione”.

    Comments

    comments