Lettera di Mauro Contini, sindaco di Quartu Sant’Elena: noi sindaci sempre in trincea, la politica ci ascolti

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    “Fare politica oggi è non solo difficile, ma addirittura sconveniente. Agli occhi dei cittadini la credibilità di chi governa ha raggiunto livelli bassissimi. E la politica non è in grado di dare risposte, non riesce a scrollarsi di dosso quell’alone di negatività che da tempo la opprime.

    Certamente i mezzi di comunicazione non aiutano, focalizzando le loro attenzioni sugli scandali e sulle negligenze, dimenticando però le positività, i successi, le eccellenze di politici e amministratori che si dedicano alle proprie comunità con spirito di sacrificio, passione e impegno incondizionato.

    Guardare oggi le immagini di un’Italia lacerata non solo da una crisi devastante, ma anche da catastrofi naturali di straordinaria portata, è doloroso. C’è però l’Italia “silenziosa” che non sbraita, che si dà da fare ogni giorno; un’Italia che si ingegna, sbarca il lunario, e sfonda in settori che fanno bene alla nostra economia. Lo stesso in politica.

    C’è una maggioranza politica di amministratori, governanti, politici che lavora in silenzio, convivendo con innumerevoli difficoltà. I sindaci sono i più sofferenti: toccano con mano la crisi, la miseria, i disagi delle proprie comunità. Allo stesso tempo sanno raccontare il fascino del loro ruolo, conoscono i grandi lavoratori delle aziende del loro comune, i geni, gli artisti che danno lustro ai paesi e alle città. Lo Stato però continua a lasciare nel limbo i primi cittadini. Il più delle volte si ricorda di loro solo quando c’è da riscuotere, lasciando ai sindaci l’ingrato compito di fare da gabellieri per conto del potere centrale.

    Nel pieno di una crisi senza precedenti, i comuni si trovano oggi a dover combattere quotidianamente con il problema della carenza di risorse economiche. Significa non poter avviare lavori pubblici e sostenere servizi a favore della comunità, oltre a comportare continui ritardi nei pagamenti ai fornitori e alle aziende, con gravissime conseguenze per il tessuto economico locale. Ciò che è veramente assurdo è che, in molti casi, le risorse ci sono, ma la gabbia del patto di stabilità interno impedisce di utilizzarle. Così, in ragione di un meccanismo in base al quale le amministrazioni pubbliche devono rispettare equilibri finanziari e contabili del tutto scollegati dalle necessità amministrative, ci è impedito l’utilizzo di questo preziosissimo ossigeno. Dobbiamo davvero lasciare soffocare le nostre comunità in nome di astrusi vincoli contabilistici ormai non più sostenibili?

    I partiti sono invischiati in polemiche e impreparati di fronte a una crisi che non è solo sociale e politica. Ma se intendono intraprendere un cammino verso soggetti nuovi e dinamici, con struttura forte ma gambe agili, quali quelle di un movimento, dovrebbero prima di tutto tenere conto dei sindaci, degli amministratori che conoscono i problemi di comuni e regioni.

    Noi sindaci sappiamo quanto soffrano i territori, quali siano le vere esigenze, i bisogni, distinguendo i sogni irrealizzabili da quelli realizzabili.

    I sindaci possono fornire gli elementi fondamentali per un nuovo periodo politico.

    Il nostro valore, la nostra fatica non possono essere riconosciute soltanto quando ci rimbocchiamo le maniche nei momenti drammatici; vorremmo contare non solo quando dobbiamo trasferire quattrini allo Stato centrale. Noi siamo in trincea per davvero: la società e partiti ci ascoltino. Abbiamo un patrimonio di conoscenze, idee e proposte; abbiamo una visione dello sviluppo dei nostri territori e la percezione concreta delle esigenze, dei bisogni e delle istanze dei cittadini.

    Insomma, abbiamo molto da dire e da dare.

    Mauro Contini
    Sindaco di Quartu Sant’Elena

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