Agricoltori e pastori sardi: “Dalla Sardegna ci mobiliteremo assieme ad altre regioni”

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“Con i premi della nuova Politica agricola comune (Pac) l’Europa offre una speranza di vita alla Sardegna e ad altre regioni in sofferenza, ma le lobby agricole del nostro Paese vogliono mantenere lo status quo, dando come sempre tanto a chi è ricco e poco a chi è povero. È ora che gli agricoltori sardi, ma anche trentini, toscani, abruzzesi, siciliani, valdostani, liguri, laziali si facciano sentire nelle sedi istituzionali e non”. È quanto detto dal presidente dell’Associazione “I Pratici”, Giovanni Russo, all’incontro alla fiera di Ozieri (SS), che ha unito un migliaio di pastori all’antivigilia della discussione a Bruxelles della nuova Pac 2014-2020”.

“Siamo a una svolta storica – ha aggiunto l’ex assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Prato – lavoreremo per unire in una sola voce gli agricoltori della Sardegna e di tutte le regioni dove l’agricoltura è prima di tutto salvaguardia della ruralità e dell’ambiente. Da oggi ci mobiliteremo per riprenderci ciò che negli ultimi 40 anni ci è stato negato, per questo sottoporremo alle altre regioni interessate un accordo unitario da sottoscrivere per portare avanti insieme le nostre istanze”.

L’appello de “I Pratici” è stato raccolto dal leader del Movimento pastori sardi (Mps), Felice Floris, che si e’ detto favorevole all’accordo e annunciato l’impegno: “e’ indispensabile remare tutti nella stessa direzione per il bene del comparto. La politica ancora una volta non da’ risposte e ignora la base che sta nei campi”.

Per il docente dell’Università di Perugia Angelo Frascarelli, intervenuto al convegno: “La Pac del Commissario Ciolos parla chiaro: l’obiettivo dei contributi della Pac è il sostegno al reddito agricolo e la remunerazione dei beni pubblici. Ad ogni Paese andrà un massimale (circa 4 miliardi di euro annui per l’Italia) da dividere equamente tra tutti gli agricoltori sulla base della superficie agricola. Per l’Italia il premio medio per ettaro è di 300 euro/ettaro, che è più del doppio rispetto a quanto sino ad oggi percepito mediamente da un agricoltore della Sardegna. Gli Stati membri hanno la possibilità di gestire il massimale a livello nazionale oppure di suddividere il massimale tra le Regioni amministrative. La decisione sarà presa dal governo nazionale. Se i premi saranno distribuiti a livello nazionale, la Sardegna avrà un premio di 300 euro/ha. Se i premi saranno distribuiti in base allo status quo ovvero in base ai massimali regionali, alla Sardegna andrebbero solo 130 euro/ettaro, quasi 4 volte meno rispetto alla Lombardia (500 euro) e molto meno rispetto alla Calabria (490 euro/ettaro), al Veneto (470 euro/ettaro), Puglia (400 euro/ettaro)”.

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