Pastori sardi

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Articolo di Fortunato Ladu, tratto da Sardegna Democratica (www.sardegnademocratica.it): "Stamane ho letto con piacere l’editoriale del mio vecchio compagno di Liceo Roberto Casu sulla vicenda dei Pastori Sardi bloccati a Civitavecchia. Strano mondo il nostro, lui diventato direttore dell’Unione Sarda , io un Pastore. Si Pastore, pastore come Felice, come Gigi, come Fabio che in nome e per conto di tutti i Pastori Sardi ieri si sono fatti manganellare, umiliare e recludere in un’area ristretta di quarantena e rispediti in Sardegna quasi fosse una Caienna.

La metà di quelle persone erano donne l’altra metà persone uomini che strappando il tempo con le unghie e con i denti sono riusciti ad abbandonare per un giorno il gregge ad amici e parenti per poter portare di là dal mare la nostra sacrosanta protesta. Ma ieri alle porte della città sacra per il cristianesimo si è consumato un autogol mostruoso perpetrato da persone che a mio parere mal conoscono le regole sociali figlie di lotte di classe e di guerre mondiali che hanno sommerso sotto milioni di morti i soprusi di pochi a danno di molti.

Uomini dimentichi di quanto danno hanno fatto certe politiche autoritarie a danno di lavoratori liberi pensatori, persone normali. Ma queste persone oltre modo dimostrano ignoranza letteraria perché non leggono i libri di Storia o se lo fanno leggono libri che tutto dicono fuorché la verità. Se leggessero di più e meglio, scoprirebbero che già una volta vicino al Lago di Como qualcuno scrisse la parola fine a una tragedia che ci segnò per molti decenni oltre il ventennio.

Se leggessero ancora scoprirebbero che i Sardi sul Carso salvarono quel pezzo di patria che alcuni ancora oggi chiamano Padania. Ancora potrei parlare di Pratobello ma ho paura che a furia di cercare di spremere sangue da una rapa si perda solo tempo. Oggi una levata di scudi, tutti ci siamo svegliati sentendoci tutti Pastori e la prima cosa di cui ci siamo accorti è che non abbiamo un Ministro Sardo. Ma guarda, una meraviglia!

Sinceramente penso che a qualcuno gioverebbe molto di più leggere la Storia recente , fatta anche di Cossiga, Segni e tanti nomi che per anni hanno calcato i tavoli di palazzo Madama e Monte Citorio. Mi viene da chiedere a che pro visto che da qualsiasi parte ti giri questa terra martoriata sta subendo da decenni l’onta di un abbandono che la sta portando all’oblio. L’affronto di ieri grida vendetta ed essa verrà, sicuramente in modo molto più civile di quello che hanno subito i Pastori, ma verrà.

Verrà dalle urne , quelle urne che devono condannare i colpevoli all’oblio per il bene dei Sardi innanzitutto. Ieri infatti non sono stati offesi solo i Pastori ma tutti i Sardi onesti ai quali non è stato riconosciuto il diritto di esistere. Allora a queste persone ricorderemo a tempo debito che certe offese si pagano e si pagano con l’indifferenza verso questa classe politica cialtrona che è forte con i deboli e debole con i forti. Deboli con i truffatori delle quote latte, degli ingrassatori di vitelli francesi, delle multinazionali del tabacco che si sono fregati tutti i soldi che sarebbero dovuti andare all’agnello IGP. Avevamo molto da recriminare, volevamo dire agli altri "italiani che qui esiste un popolo che lavora come gli schiavi per produrre a noi debiti agli altri ricchezza e opulenza. Volevamo dire altre cose sacrosante ma oggi diciamo che una persona non si può arrogare il diritto di fare il processo alle intenzioni vietandoci di manifestare e tenendoci reclusi come dei delinquenti. Peccato poi che nella realtà i delinquenti siano altri e le ultime manifestazioni studentesche con gli infiltrati insegnano.

Ecco perché oggi questo sopruso grida vendetta e spero tanto che a questo punto la si smetta di buttare insieme all’acqua sporca anche il bambino. Chi non sa distinguere un gruppo di pacifici dimostranti dai Blak blocs stia a casa non a comandare una Questura o una Procura. Chi  di dovere deve intervenire e fermare una volta per tutte una giustizia che fa acqua da tutte le parti. Torneremo? Sì ma molto più numerosi, molto più determinati e preparati a respingere in modo democratico soprusi anti democratici. I Sardi sanno da millenni quali sono i loro diritti e mi piacerebbe ricordare che quando Roma vedeva l’alba con poche capanne noi costruivamo da tempo case monumentali, puzzavamo e puzziamo di capra e pecora e ne andiamo fieri. Puzziamo di sudore onesto, onestà fatta di lavoro e sacrificio e non consumata a scapito di azionisti e piccoli risparmiatori con truffe da bilanci statali.

Questi sono gli uomini e le donne che sono stati bloccati a Civitavecchia e non serve dire io non c’ero. C’eravamo tutti e tutti siamo stati offesi e allora gridiamo tutti insieme".

PASTORE SARDU NON T’ARRENDAS COMO

30 dicembre 2010

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