Piergiorgio Massidda:”Mi sento frustrato. I sardi hanno il diritto di essere rappresentati in Europa dai propri parlamentari!”

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“I sardi hanno il diritto di essere rappresentati in Europa da propri parlamentari!”. Piergiorgio Massidda (FI), presidente di Cagliari Free Zone,  sui social network porta nuovamente alla ribalta l’annoso problema dell’accorpamento del collegio sardo con quello siciliano. Le elezioni europee del 22-25 maggio 2014 daranno agli elettori la possibilità di influenzare le politiche future dell’Unione europea, eleggendo i 751 deputati al Parlamento europeo che rappresenteranno i loro interessi per i prossimi cinque anni.

“Mi sento frustrato – scrive Massidda su Facebook – perché pur facendo grandi battaglie in parlamento non sono mai riuscito ad ottenere lo scorporo del collegio sardo da quello siciliano alle #elezionieuropee. La Sicilia ha il triplo della nostra popolazione e vota in maniera più convinta, certa di eleggere i propri rappresentanti, la Sardegna no. I nostri parlamentari siedono a Bruxelles grazie a colpi di fortuna nella ripartizione dei seggi o grazie alle dimissioni di colleghi di partito. Ma in Europa si decide per il nostro futuro. I parlamentari sardi possono aiutare la Sardegna a uscire dalla crisi e creare posti di lavoro per i nostri giovani. Fa bene chi propone lo scorporamento del nostro collegio da quello siciliano e la cancellazione del meccanismo che penalizza sistematicamente la Sardegna. Sono riuscito di recente, seppur in ‘Zona Cesarini’, grazie anche all’impegno dell’on. Giommaria Uggias (a lungo unico parlamentare sardo) a far rientrare il porto di Cagliari nelle autostrade del mare che porteranno milioni di euro di finanziamenti europei. È stato inoltre un colpo di fortuna che al termine dell’iter legislativo sia entrata Francesca Barracciu a rafforzare il peso della Sardegna nella UE. Per la prossima legislatura invece rischiamo di non avere rappresentati sardi a Bruxelles, e di avere una disaffezione al voto fortissima. È tempo di far sentire la voce unita dei sardi a difesa della nostra terra”.

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