Mauro Pili: “IMU incostituzionale, inapplicabile in Sardegna”

    0
    197

    “L’IMU è incostituzionale e non può essere applicata in Sardegna. Lo Statuto sardo assegna la competenza esclusiva in materia di finanza locale alla regione. Il governo deve bloccare immediatamente i provvedimenti e dare immediata copertura finanziaria agli enti locali. Se non lo facesse si renderebbe responsabile di un vero e proprio attentato allo Statuto della Sardegna”.

    Lo ha detto il deputato sardo Mauro Pili in un’articolata interrogazione parlamentare nella quale si dimostra l’inapplicabilità in Sardegna dell’Imu.

    “Quando decisi di non votare il decreto sull’IMU – sostiene Pili – avevo sostenuto che tale nuova tassa non poteva essere applicata in Sardegna. Ora che il governo decide di non fermarsi nemmeno davanti a palesi violazioni costituzionali è indispensabile reagire con forza e determinazione impugnando in tutti i modi quel provvedimento. L’Imu non si può far pagare in Sardegna per due ordini di motivi, la Regione ha competenza primaria in materia di finanza locale ed enti locali e, poi, è palesemente violata la norma che obbliga lo Stato a concertare con le regioni a statuto speciale tali provvedimenti”.

    “Alle ragioni tecnico costituzionali – aggiunge Pili – si sommano quelle politiche relativamente ad un dato elementare, lo Stato applica l’art.8 dello Statuto Sardo in modo unilaterale, scaricando sulla Sardegna il costo della sanità e la continuità territoriale e bloccando in tutti i modi i trasferimenti pure previsti da quella stessa norma. Uno Stato strabico che applica quel che gli conviene e disattende quello che non gli interessa”.

    “L’IMU – scrive nell’interrogazione urgente a Monti – non è applicabile in Sardegna perché la regione dispone di competenza esclusiva regionale in materia di “ordinamento degli entilocali” e di “finanza locale” e della competenza concorrente in materia di “coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario”;

    “La natura speciale e autonoma della Regione Sardegna non esime lo Stato – sostiene Pili – dall’applicazione del principio di ragionevolezza e di leale collaborazione con conseguente violazione dei principi di perequazione e di solidarietà fiscale”.

    “La norma che introduce l’applicazione dell’IMU produrrà i propri effetti devastanti anche sul sistema fiscale delle Regioni a Statuto speciale in violazione della legge n. 42 del 2009 e degli artt. 3, 7 e 8 dello Statuto della Regione Sardegna e 117 e 119 della Costituzione in quanto l’IMU si applicherebbe anche nei confronti della Regione Sardegna nonostante la clausola di salvaguardia prevista nella legge n. 42 del 2009. Si comprime – ribadisce Pili – senza un valido fondamento normativo la competenza legislativa esclusiva della Regione nella materia «ordinamento degli enti locali» di cui all’art. 3, comma 1,lett. b), dello Statuto di autonomia, e la sua competenza legislativa concorrente nella materia «coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario», di cui all’art. 117, della Costituzione”.“La Corte costituzionale – ricorda il parlamentare sardo – ha ribadito che la competenza della Regione Sardegna in materia di finanza locale è esclusiva e come tale deve essere tutelata”. “Lo Stato ha applicato da subito un regime dannoso per la Regione Sardegna – sostiene il capogruppo in commissione bicamerale costituzionale per gli affari regionali – rinviando ad un momento futuro e indeterminato l’adozione di misure compensative a partire dallaquestione insulare, il calcolo del divario e la relativa compensazione cosìcome previsto all’art.22 della L.42/2009”.

    “In considerazione del danno grave e irreparabile che deriverebbe dall’applicazione della norma – afferma Pili nell’interrogazione – si rende indispensabile intervenire con una immediata sospensione in sede di autotutela dei provvedimenti relativi alle regioni a statuto speciale e in particolar modo alla Sardegna gravata da una condizione insulare che lo Stato non ha ancora provveduto a misurare e compensare”.

    “Gli effetti dell’Imu – aggiunge Pili – saranno devastanti anche per quanto riguarda l’agricoltura, un settore strutturalmente fragile, dal punto di vista economico, ed alle prese con gli effetti di una crisi particolarmente grave che rischia per via di questa nuova tassazione di accelerare il processo di dismissione. Ad essere colpite maggiormente saranno le aree a minor redditività (aree svantaggiate in genere come le regioni insulari), che spesso collimano con territori di particolare pregio ambientale e paesaggistico. L’abbandono dell’attività agricola, in tali casi, determinerebbe conseguenze devastanti ed irreversibili a danno dell’intera collettività (si pensi, in primis, alla compromissione degliequilibri idrogeologici)”.

    “Le competenze statutariamente attribuite alla Regione Sardegna in materia di agricoltura e la disposizione che prevede un sistema fiscale coordinato e armonico rendono l’introduzione dell’Imu anche per le zone agricole una palese violazione delle peculiarità autonomistiche dello Statuto sardo e conseguentemente violano le prerogative costituzionali”.

    Questi i quesiti formulati nell’interrogazione:

    se non ritenga il governo in regime di autotutela per le regioni a statuto speciale e in particolar modo per la Regione Sardegna, considerate le ragioni in premessa, sospendere con immediatezza l’applicazione dell’Imu nell’Isola;

    se non ritenga di dover procedere, così come richiamato in premessa, ad una nuova procedura di concertazione, costituzionalmente obbligatoria, per l’intera partita fiscale relativa alle competenze in materia,

    se non ritenga di dover provvedere ad individuare immediata copertura finanziaria per il mancato gettito per l’anno 2012 a favore degli enti locali della Sardegna anche alla luce della mancata applicazione, disposta anche con sentenza della Corte costituzionale, dell’art.8 dello Statuto nella parte dei trasferimenti ditributi, e in considerazione che risultano già in carico alla regione Sardegna oneri aggiuntivi come l’intero costo della sanità e della continuità territoriale;

    se non si ritiene, alla luce delle precise indicazioni comunitarie, di dover esentare le regioni insulari e/ o ultraperiferiche da un ulteriore aggravio cheva a sommarsi al già pesantissimo divario legato proprio all’insularità;

    se non ritiene di dover adottare o proporre provvedimenti che esentino dal pagamento dell’imposta i fabbricati rurali ad uso strumentale, con particolare riferimento a quelli dislocati in aree svantaggiate;

    se non ritenga necessario rivedere il meccanismo di calcolo relativo ai terreni condotti dagli agricoltori, in considerazione delle peculiarità del settore agricolo che, sino ad oggi, hanno determinato l’applicazione di specifiche regole fiscali;

    se non ritenga indispensabile e urgente l’immediata apertura di un confronto, Governo-Regioni, volto ad individuare criteri alternativi di applicazione dell’IMU senza pregiudicare la sussistenza del settore agricolo italiano e quello sardo in particolar modo.

    Comments

    comments