Proposte di turismo – Horse watching

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La vera novità di questi ultimi anni nelle proposte del turismo equestre targate Fieracavalli è rappresentato dall’ horse watching di cui la Sardegna è pioniere. Perchè l’horse watching ha tanto successo? Perchè è un tipo di turismo che rispetta gli animali, la natura ed entra in sintonia totale con la terra. Cavalli in libertà, da ammirare, imparare a conoscere nella loro vita quotidiana di branco, senza disturbare.

Sardegna, pionere dell’Horse Watching

Perchè l’horse watching ha tanto successo? Perchè è un tipo di turismo che rispetta gli animali, la natura ed entra in sintonia totale con la terra. La Sardegna è il primo laboratorio per la nuova "disciplina" dell’ Horse watching: cavalli in libertà, da ammirare e imparare a conoscere nella loro vita quotidiana di branco, senza disturbare. 

 La vera novità di questi ultimi anni nelle proposte del turismo equestre targate Fieracavalli è rappresentato dall’ horse watching. Si tratta di una pratica già diffusa oltreoceano per l’osservazione dei Mustang, i cavalli selvaggi che popolano le praterie americane ma che in Sardegna è già sviluppata, visto che questa insolita iniziativa è nata dallo spirito pioneristico di due associazioni locali che insieme a “Obbiettivo Impresa” e ai Comuni della Barbagia e della Giara promuovono un turismo integrato sostenibile facendo “horse watching per salvare i cavallini selvaggi della Sardegna" .

{jathumbnail off}La cosa straordinaria è che in Sardegna esistono ancora branchi di cavalli che vivono allo stato brado. I cavallini del Gennargentu e quelli presenti sull’Altopiano della Giara rappresentano, infatti, una delle poche realtà europee che tutt’ora vive e si riproduce senza alcun intervento umano: un’occasione preziosa e irripetibile di poter studiare e osservare dal punto di vista etologico il comportamento del cavallo in natura.

{jathumbnail off}I cavallini della Giara sono forse gli ultimi cavalli selvaggi d’Europa. "Eccoli in fila indiana, l’uno dietro l’altro". Hanno il manto baio o morello, bassi di statura, e vengono alla sorgente per dissetarsi. Sono quasi dei pony e in media non superano 1 metro e 30 di altezza al garrese, hanno grandi occhi a mandorla e una fluente criniera. Nell’intera giara ne vivranno 700, dei quali poco più di 300 appartengono a privati dei comuni di Genoni, Tuili e Setzu, 180 all’Istituto per l’incremento ippico di Ozieri e il restante alla locale comunità montana.

Pascolano liberamente, e sono ghiotti dei ranuncoli d’acqua che crescono abbondanti in primavera nei paùli, una sessantina di stagni che si formano sulla giara con le piogge invernali. Ma in estate la gran parte di essi si asciuga e ai cavallini non rimangono così che le sorgenti per abbeverarsi.

Quella dei cavallini della Giara è una storia tormentata. Prima degli anni Trenta si utilizzavano come animali da lavoro per trebbiare il grano della Marmilla: una volta l’anno erano raccolti in branchi e portati giù per le scalas, i ripidi canaloni che rappresentano i soli accessi all’altopiano, sino ai paesi; a fine raccolto, gli esemplari sopravvissuti venivano liberati di nuovo sulla giara. Oggi corrono altri pericoli: l’ulteriore inquinamento della razza, definita Equus caballus giarae, causato da incroci con cavalli di taglia superiore; la macellazione; la caccia di frodo.

Fortunatamente, ci sono pure progetti di salvaguardia: a Capo Caccia, dal 1976, l’Azienda regionale per le foreste, in 12 chilometri quadrati di natura incontaminata e protetta, ne tiene sotto osservazione una mandria del tutto rinselvatichita. E da sette anni, sulla Giara, l’Istituto d’incremento ippico opera per difendere la purezza di questa razza rustica, utile in prospettiva per sistemi di allevamento brado in terre a clima arido abbandonate dall’agricoltura.

A vederla da lontano, la Giara di Gèsturi colpisce per la curiosa forma di gigantesca piramide tronca, che ricorda i paesaggi africani delle ambe o quelli spagnoli delle mesas. Si tratta di un vasto altopiano, lungo 12 chilometri e largo 4, con una superficie di 45 chilometri quadrati, che si eleva sulla pianura circostante mediamente di 550 metri. “Non è l’unica giara della Sardegna centro-meridionale: vi si trovano anche le più piccole Giara di Serri e Giara di Simala o di Siddi.

Per quanto riguarda il Gennargentu in Sardegna fino al ‘900 i cavalli del Gennargentu erano utili: trasportavano a valle castagne, noci, il ghiaccio dai canaloni della montagna, giù nei paesi della Barbagia. Ora che con il rimboschimento il loro territorio si ‘ e’ ristretto sono diventati cavalli a rischio come i cavallini della Giara di Gesturi nella provincia del Medio Campidano. Vivono in condizioni estreme e quando sentono il pericolo scappano verso l’alto. Ne sono rimasti solo 500 e si presume che siano l’unico nucleo di equini in condizioni di selvaticità al mondo.

Invito alla visita

{jathumbnail off}L’itinerario consente di scoprire la Giara di Gèsturi nel suo insieme. Si sviluppa ad anello e tocca i principali paùli (gli stagni creati dalle piogge), i boschi di leccio, roverella e sughera e gli ambienti mediterranei a macchia, gariga e prateria dell’altopiano.
Ha uno sviluppo di una trentina di chilometri (per effettuarlo a piedi ci vogliono circa 10 ore, soste incluse), la metà in mountain bike.
Cartografia: tavolette Igm, 1:25.000, 218 III SO Barùmini e NO Genoni; 217 II NE Gonnosnò e SE Ussaramanna.
Equipaggiamento: buona riserva d’acqua e scarpe da trekking.
Dal paese di Gèsturi si sale per la strada che va alla giara e dopo 4 chilometri si lascia l’auto al parcheggio di Scala Corte Brocci.
S’imbocca la sterrata di fronte che, tra mirto e lentisco, ancora in salita porta all’altopiano.
Si costeggia il Paùli Oromeo e, a circa 3 chilometri dal parcheggio, a un bivio si svolta a destra in direzione Paùli Bartili- Zeppara Manna. Superato un bosco di sughere (frecce verdi), si toccano Paùli ’e Fenu, tra i più grandi della giara, e quelli di Bartili e Arriscionis, fino ad arrivare alla sorgente s’Ala de Mangianu.
Fatta una sosta, si riprende il cammino per raggiungere le pendici di Zeppara Manna e un gruppo di stagni chiamati Paùli Maiori. Poi si torna indietro, lungo il limite meridionale dell’altopiano, fino a Paùli Piccia, un altro Paùli Maiori e la vicina sorgente, dove al tramonto i cavallini si dissetano; e da qui, fino al bivio di partenza e il parcheggio.

Per escursioni, visite guidate ed educazione ambientale:
Centro servizi Jara, statale n. 13 km 40,250 bivio Villasanta, Serrenti (Cagliari),  070 9373022;
Internet: www.jara.it
Wwf Sardegna, Cagliari, 070 670308. 
 

Trascorrere qualche giorno in Sardegna per ammirare i cavallini è non solo un’idea di viaggio ma anche una splendida occasione per vivere la natura. Potete contattare una guida e prenotare online  Hotel + Auto da € 29,99 al giorno a persona – Prenotazione minima: 2 notti all’indirizzo: offerte.sardegna-media-time.com

Idea di Viaggio "Horse Watching"

 

 Video Giara Gesturi

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