Quartiere Castello

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L’urbanizzazione del colle ebbe inizio nel 1217, data in cui Benedetta de Lacon-Massa, giudicessa di Cagliari, donò a Lamberto Visconti il Castrum Calaris.

Il luogo divenne così la sede della colonia pisana e dopo la distruzione della cittadella di Santa Igia, ad opera dei Pisani nel 1258, ospitò anche la sede vescovile. La chiesa di Santa Maria, collocata sul versante orientale della collina, divenne così cattedrale ed ereditò l’intitolazione dell’antica a Santa Cecilia. Accanto ad essa sorsero l’episcopio, l’antico Palazzo di Città e il Palazzo Regio.

L’attuale quartiere di Castello ha mantenuto uno schema urbanistico a fuso, caratteristico delle città di impianto comunale toscano. La planimetria si articola a tre vie parallele: la “ruga mercatorum”, oggi via La Marmora; la “ruga marinariorum”, via Canelles; la “ruga fabrorum”, via Martini, connesse da traverse.
Nei primi anni del Trecento sotto la direzione dell’architetto Giovanni Capula fu rafforzata la cinta muraria con conci di pietra di Bonaria e venne dotata di torri con pianta a L o circolare. Sopravvivono integre la torre di San Pancrazio, edificata nel 1305, e la torre dell’Elefante, datata epigraficamente al 1307. Le mura erano difese anche da altre torri, una delle quali, la torre dell’Aquila, oggi è incorporata nel palazzo Boyl.

Quando nell’Ottocento le mura persero la propria funzione difensiva, alcuni tratti vennero abbattuti. Al posto del bastione di S. Remy venne costruita agli inizi del ‘900 la panoramica terrazza Umberto I, ancor oggi luogo di incontro tra i più amati dai Cagliaritani.
Entro la Cittadella dei Musei, l’antico Regio Arsenale ristrutturato negli anni ’70 ospita il Museo Archeologico Nazionale, ricco di reperti provenienti da tutta l’isola, la Pinacoteca Nazionale, il Museo di Arte Siamese “S. Cardu” ed il Museo delle Cere Anatomiche “C. Susini”.

Fonte (Regione Autonoma della Sardegna)

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