Regione Sardegna torna in possesso dei fari di Santa Maria e Razzoli

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Referendum Sardegna

Con la sottoscrizione del verbale di dismissione e contestuale consegna intervenuta ieri 4 agosto 2010, sono stati trasferiti nel patrimonio immobiliare della Regione Sardegna,  i fari di Santa Maria e diRazzoli, inseriti nel Parco Nazionale di La Maddalena.

Con questo importante accordo, la Giunta regionale ha così compiuto un altro fondamentale passo avanti per completare il percorso di acquisizione dei beni militari, non più necessari all’uso governativo, già avviato da tempo.

Contrariamente a quanto era apparso in passato su alcuni organi di stampa e come ribadito inoltre dall’Agenzia del Demanio, non figurano nell’elenco dei beni trasferibili attraverso il federalismo demaniale quelli riguardanti le regioni a statuto speciale e dunque, in questo quadro, la dismissione dei due fari avviene nella piena tutela dell’articolo 14 dello Statuto sardo e dei suoi imprescindibili principi.

Questo processo, in piena sintonia con il programma di Governo che la Giunta Cappellacci ha sempre perseguito in materia di beni demaniali, sta proseguendo in maniera sempre più efficace grazie al solido e proficuo rapporto tra Governo regionale e nazionale, e in particolare tra la Presidenza della Giunta, l’Assessorato degli Enti locali, finanze e urbanistica, il Ministero della Difesa e l’Agenzia del Demanio.

In questo quadro di grande collaborazione con il Ministero, col quale proseguono costanti incontri istituzionali e tavoli tecnici, la Regione mira alla valorizzazione dei beni militari dismessi per portare avanti il più ampio processo di sviluppo economico e turistico delle coste sarde che costituiscono uno dei punti di forza della Sardegna.

Questo progetto di valorizzazione del territorio attraverso l’acquisizione di tutti quei beni non funzionali e non direttamente e immediatamente utilizzabili a fini di difesa nazionale, è finalizzato al perseguimento degli obbiettivi di rilancio dell’Isola puntando a rivitalizzare anche quei territori che fino a oggi non potevano essere disponibili e fruibili direttamente dai sardi.

“Quelli che stiamo compiendo – ha sostenuto l’assessore dell’Urbanistica, Gabriele Asunis – sono passi fondamentali per il perseguimento dei fini di rilancio del territorio sardo che ci eravamo prefissi, attraverso il recupero di beni di grande prestigio per la Sardegna. Grazie alla loro riqualificazione –  ha proseguito l’esponente della Giunta – verranno recuperati quei valori architettonici, economici e paesaggistici che contraddistinguono quei beni di straordinaria importanza che l’Isola può vantare”.

Il trasferimento dei fari di Santa Maria e di Razzoli fa parte, dunque, di un più ampio progetto che la Regione e il Ministero stanno portando avanti e risponde infatti alla necessità di far tornare in possesso della Sardegna tutti quei beni che le appartengono in base al suo Statuto.

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