18 milioni e mezzo di euro riqualificazione strutture ricettive

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    18 milioni e mezzo di euro per la riqualificazione e l’adeguamento delle strutture e delle attività del settore turistico e la promozione dei progetti di investimento finalizzati al risparmio energetico ed al miglioramento dell’impatto ambientale. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Luigi Crisponi, ha approvato nell’ultima seduta le direttive di attuazione del bando ‘Interventi materiali e immateriali per completare e migliorare l’offerta delle imprese turistiche’, a valere sull’asse IV dei fondi PO FESR 2007/13. L’avviso pubblico è rivolto a piccole e medie imprese del comparto ricettivo (albergo, villaggio albergo, albergo diffuso, albergo residenziale, villaggio turistico, campeggio, affittacamere, case e appartamenti per le vacanze, turismo rurale), che intendano realizzare interventi finalizzati alla riqualificazione dell’offerta, alla dotazione di servizi diversificati e attrattivi nell’ottica della destagionalizzazione, all’acquisizione dei sistemi di certificazioni di qualità e ambientale, compreso il risparmio energetico (autoproduzione del fabbisogno tramite fonti di energia rinnovabile e alternativa).

    “Per riacquisire parte della competitività smarrita dal comparto regionale e innalzare lo standard di qualità dell’offerta isolana è necessario ‘ringiovanire’ le strutture ricettive e di servizi – spiega l’assessore Crisponi -. Grazie a una ricognizione sulle risorse disponibili e a una loro razionalizzazione da parte degli uffici dell’assessorato, abbiamo accorpato più interventi in un’unica attività, così da rendere i fondi immediatamente spendibili. Le risorse serviranno ad accrescere la competitività delle destinazioni turistiche isolane attraverso il miglioramento degli standard dell’offerta e dei servizi delle piccole e medie imprese del settore, privilegiando le proposte di rapida realizzazione.

    Gli incentivi saranno destinati alla riqualificazione generale dell’offerta, alla dotazione di servizi diversificati e attrattivi in linea con le aspettative espresse dall’utenza e all’acquisizione dei sistemi di certificazione di qualità e ambientale”. Il bando ‘Interventi materiali e immateriali per completare e migliorare l’offerta delle imprese turistiche’ ha una dotazione finanziaria di € 18.546.346,63 ed è derivato da una rimodulazione delle risorse, in seguito ad altri provvedimenti e bandi. A seconda della risposta del territorio all’avviso pubblico, queste risorse potrebbero essere incrementate, con l’aggiunta di ulteriori dieci milioni. In generale, il contributo in conto impianti per le PMI è nei limiti del 35% delle spese ritenute ammissibili. In alternativa è in regime ‘de minimis’ nella misura massima del 40% delle spese ammissibili, per un importo comunque non superiore ai 200mila euro.

    Saranno ammissibili al contributo, preferibilmente (avranno, infatti, punteggi premiali), programmi di investimento volti al miglioramento della struttura esistente e del servizio offerto, al miglioramento dell’impatto ambientale legato all’attività produttiva, alla riorganizzazione, al rinnovo e all’aggiornamento tecnologico dell’impresa, all’adozione di strumentazione informatica per il miglioramento del processo produttivo e/o dell’attività gestionale. Nell’ambito delle attività sono ammissibili le spese per ‘servizi annessi’, ossia strutture e impianti attraverso i quali viene migliorata la qualità del servizio ricettivo offerto da una singola attività e che siano funzionalmente collegati alla struttura ricettiva (per esempio centro congressi, strutture ricreative e per tempo libero, parchi divertimento, piscine, aree attrezzate per l’equitazione, officine per bici, centri benessere, stabilimenti termali e per talassoterapia, ecc.); e le spese per ‘strutture complementari’, ossia gli stessi impianti e strutture per garantire i servizi appena citati, offerti, però, da almeno tre strutture ricettive consorziate fra loro. Per quanto riguarda il massimo dell’investimento ammissibile si va dai 300mila euro del turismo rurale ai 2 milioni dell’albergo.

    Per quanto riguarda le strutture complementari, che costituiscono un piano di intervento autonomo, l’investimento massimo è un milione. L’intervento minimo per tutte le categorie è centomila euro.

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