Sanità e spending review – De Francisci:”No a tagli ragionieristici”

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    “Il provvedimento del Governo sulla revisione della spesa pubblica potrà avere conseguenze nefaste anche per la sanità dell’Isola se non coglieremo l’occasione, prima noi come Sardegna, di fare ordine sul sistema e riorganizzare in primis la rete ospedaliera.

    Tutto questo senza rinunciare alla qualità dell’assistenza né ai piccoli ospedali che comunque dovranno essere ripensati e rimodulati. Abbiamo lo strumento per poterlo fare: il disegno di legge della Giunta sulle disposizioni urgenti in materia sanitaria all’attenzione della Settima Commissione del Consiglio regionale che auspico possa, a questo punto, essere discusso ed esitato già entro l’estate. Sul fronte nazionale, siamo pronti con le altre Regioni a sederci a un tavolo con il Governo e lavorare per il nuovo Patto per la salute per salvaguardare i servizi sanitari”.

    Lo dichiara l’assessore regionale della Sanità, Simona De Francisci, a margine della Conferenza delle Regioni tenutasi ieri a Roma e dell’incontro con il ministro della Salute Renato Balduzzi, commentando le anticipazioni sul provvedimento sulla “spending review” che il Governo è intenzionato ad adottare già nelle prossime ore.

    “Ci opporremo con forza a tagli lineari e basati su criteri puramente ragionieristici – aggiunge l’assessore – tra l’altro adottati per mezzo di un decreto legge non sindacabile e che non tiene conto delle differenze e delle peculiarità di ogni sistema sanitario delle singole Regioni, figuriamoci la Sardegna. Il fatto che il ministro Balduzzi abbia chiarito che non ci sarà alcuna chiusura di piccoli ospedali calata da Roma non diminuisce la gravità di un provvedimento che mette a rischio i livelli minimi di assistenza sanitaria”.

    A livello nazionale, e comprese le riduzioni già in vigore inclusi in manovre economiche precedenti, i tagli ammonterebbero a un totale di 22 miliardi sul Fondo sanitario nazionale (sul quale la Regione, sebbene sia autonoma sulla gestione delle risorse finanziarie, incide per il 3 per cento).

    “Anche sui piccoli ospedali, la Regione ha impostato e sta portando avanti dei progetti sulla riqualificazione e la riconversione di strutture come ad esempio il Microcitemico di Cagliari o il Cto di Iglesias che non possono essere ostacolati da un decreto del Governo Monti. Ma a questo punto diventa urgente accelerare sull’iter del disegno di legge affinché sia la Sardegna a riorganizzare, secondo le proprie esigenze, la rete degli ospedali prima che ci venga imposta dall’Esecutivo nazionale”, conclude De Francisci.

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