Sinistra Ecologia Libertà – Uras: “Referendum – no alle furberie di casta memoria ”

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    Dichiarazione di Luciano Uras – Consiglio Regionale della Sardegna: “Penso sia del tutto sbagliato ogni trionfalismo personale sui risultati dei referendum. Sarebbe un comportamento poco istituzionale e molto furbesco, di “casta” memoria.

    Peraltro, la sconfitta della PDL nazionale alle amministrative, suggerirebbe qualche prudenza a chi governa la Sardegna grazie alla lista “Silvio Berlusconi Presidente”.
    Noi abbiamo pubblicamente e più volte sostenuto la partecipazione al referendum qualunque fosse stato il risultato, lasciando per questo libertà di voto ai nostri elettori. Questo per capire meglio ciò che pensano i cittadini sardi soprattutto delle loro istituzioni locali, di chi le rappresenta e come devono essere governate.
    Detto questo si pongono, oggi all’indomani del voto, diverse questioni urgenti:
    – la prima riguarda il “non voto” che rappresenta circa il 65% dell’intero elettorato, la parte di gran lunga maggioritaria degli aventi diritto;
    – la seconda attiene alla natura delle indicazioni espresse dai sardi che appare colpire in modo indiscutibile la rappresentanza politica per come essa, in questi anni, è stata interpretata da chi ha governato, nella massima funzione, lo Stato e la Regione;
    – la terza riguarda gli effetti, soprattutto giuridici, del risultato referendario. Per quest’ultima questione è forte la perplessità sulla legittimazione politica di questo Governo Regionale e della sua maggioranza a regolare problematiche che si sarebbe potuto e dovuto affrontare e risolvere già da tempo. Vale certamente per le disposizioni sulle nuove province, che cadendo rischiano di produrre un costoso caos istituzionale senza precedenti, ma vale non di meno per ciò che riguarda le indennità consiliari.
    Se fosse vero, come si sostiene tra gli esperti, che gli effetti giuridici dei referendum abrogativi sono immediati, anche le indennità di Giunta e Consiglieri non potrebbero essere più erogate. A questo punto sarebbe difficile tollerare che la stessa maggioranza alla quale il popolo ha levato lo stipendio possa continuare a decidere sul destino dei sardi, mentre l’isola, la sua gente, i suoi lavoratori e la sua economia vanno verso il disastro.”

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