Turismo – Sondaggio Confesercenti: Sardegna prima per cortesia e sicurezza

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I visitatori stranieri votano la Sardegna al primo posto per cortesia e sicurezza. Isola seconda per la qualità dell’ambiente. Non va tanto bene in termini di hotel, pasti e informazioni.

Il turismo straniero continua ad essere una risorsa per l’Italia e soprattutto per la Sardegna. Per Sandro Salerno, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti, “la profonda crisi e l’accresciuta concorrenza hanno influito pesantemente sul settore turistico nazionale e in modo più significativo in  Sardegna, dove si è sommato il caro trasporti. Se in questi ultimi 3 anni i flussi provenienti dall’estero hanno permesso di garantire al settore turistico la tenuta a livello nazionale, nonostante il forte calo della domanda interna – ha affermato Salerno – nell’Isola la presenza degli stranieri è riuscita ad evitare un vero e proprio tracollo. In ambito nazionale si è riscontrato un risultato importante, sebbene si registrino profonde differenze territoriali: solo il 13% degli stranieri, infatti, ha scelto una meta del Sud Italia. E chi lo ha fatto, prevalentemente, è stato attratto dalla prospettiva di godere mare e paesaggi, malgrado il valore del patrimonio artistico e culturale di una delle aeree dalla storia più antica e rilevante d’Europa”.

Uno studio Confesercenti-Ref  fotografa lo stato del turismo estero in Italia, esaminandone aspettative e valutazioni.

Nella percezione dei turisti stranieri – segnala lo studio – il gradimento dell’Italia resta altissimo: il voto medio complessivo assegnato al nostro Paese è 8,25.

Ma il Paese potrebbe reggere meglio alla competizione internazionale, sempre più agguerrita, se si dotasse di una politica del turismo in grado di sfruttare le grandi potenzialità del nostro territorio e del nostro patrimonio culturale ed artistico.

Sardegna prima in cortesia e sicurezza

Per quanto riguarda le valutazioni specifiche, la Sardegna svetta nella cortesia con un bel 8,71, seguita da Basilicata (8,67) Abruzzo e Campania (8,61). Chiude la classifica il Lazio con un 7,78.

La regione centrale si rifà abbondantemente quando si tocca il tasto dell’arte: Colosseo e San Pietro sono imbattibili, come dimostra l’eloquente voto (9,15) assegnato dagli stranieri.

Toscana ed Umbria, invece, guadagnano il posto di damigelle d’onore, con valutazioni attorno al 9.

Chiudono la fila – probabilmente a causa della scarsa promozione del patrimonio artistico – Sardegna, Calabria ed Abruzzo.

Per quanto riguarda l’ambiente, invece, è la Val d’Aosta in cima alla classifica con un giudizio di 9,28.

Ma si comportano egregiamente anche Sardegna, Umbria e Trentino Alto Adige, tutte sopra il 9.

Cenerentole, in questo caso sono, la Lombardia ed il Lazio.

Per la qualità e disponibilità di informazioni, invece, gli stranieri si trovano più a loro agio nelle regioni del Nord: queste occupano tutti i primi posti della classifica, capitanate ancora una volta dalla Val d’Aosta e dal Trentino.

In coda, Sardegna, Abruzzo e Molise.

Sicurezza: la Sardegna sbaraglia il campo con un 8,95. Poi, ancora una volta, le regioni del Nord e del Centro: Trentino, Valle d’Aosta, Veneto, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna.

Invece Lombardia, Puglia, Campania  e Calabria ottengono i voti più bassi.

I voti più alti per gli alberghi sono appannaggio di Val d’Aosta, Trentino e, forse a sorpresa, Basilicata.

Ma sulla cucina è il Sud a sbancare: Abruzzo, Campania, Basilicata e Calabria si fanno preferire a tutte le altre regioni con voti che ruotano attorno al 9.

In materia di shopping arriva una nuova valanga del Nord con l’occupazione dei primi posti in classifica da parte di Friuli, l’onnipresente Val d’Aosta, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte.

I lusinghieri voti espressi dagli stranieri contrastano con il calo costante della quota di turismo estero che l’Italia intercetta sul piano mondiale.

Eravamo agli inizi del decennio oltre il 6%, ora siamo scesi ben sotto il 5%.

Ragione di più, secondo Confesercenti, di elaborare un progetto turismo Italia che veda un confronto aperto e concreto fra Governo, parti sociali e Autonomie locali.

Ma in tempi rapidi e obiettivi precisi. “Serve una politica di promozione nazionale del turismo – sottolinea Salerno – che affianchi quelle messe in campo dalle singole regioni in maniera organica. Bisogna soprattutto lavorare per risolvere la questione Sud: tematica cruciale per l’area, perché il settore del turismo rappresenta un ambito di potenziale sviluppo di territori dove la presenza industriale è più modesta, e in grave sofferenza soprattutto negli ultimi anni. Pertanto, la scarsa capacità di attrazione dei turisti stranieri risulta un elemento che non dobbiamo assolutamente trascurare”.

 

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