Su Comitadu pro sa limba sarda:”Positivo il voto unanime del Consiglio regionale sulla tutela della lingua sarda, sue criticità e proposte concrete”

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    Comitadu pro sa limba sarda

    Scritto da Mario Carboni:”Su Comitadu pro sa limba sarda plaude al voto unanime del Consiglio regionale compreso quello della Presidente che ha approvato l’ordine del giorno voto n. 196 indirizzato al Parlamento per garantire adeguati livelli di tutela della lingua sarda in sede di ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (così come previsto dall’articolo 51 dello Statuto sardo).

    Su Comitadu pro sa limba sarda è particolarmente soddisfatto perché la sua campagna iniziata con la lettera aperta al Presidente Napolitano del 19 febbraio che richiedeva un suo intervento affinché venisse finalmente ratificata la Carta delle lingue regionali e minoritarie ha avuto risonanza e seguito, concludendosi per ora col voto unanime del messaggio al Parlamento previsto dall’art. 51 nostro Statuto autonomistico.

    In seguito Su Comitadu pro sa limba sarda affermando che la questione linguistica sia l’indicatore più importante della Questione sarda invitava il 24 maggio il Presidente Cappellacci, in quanto rappresentante del Popolo sardo a denunciare il comportamento governativo teso a non applicare come dovuto la Carta europea delle lingue minoritarie per la lingua sarda riducendo anche le tutele già conquistate, a rigettare il testo della ratifica, a chiedere un confronto Stato-Regione sul tema, a inoltrare formale protesta al Consiglio d’Europa per violazione dell’Accordo quadro sulle minoranze nazionali e della lettera e dello spirito della Carta europea delle lingue.

    La campagna de Su comitadu pro sa limba sarda è continuata con ulteriore successo con la denuncia dell’eliminazione della lingua sarda dalla possibilità del più favorevole ricalcolo del dimensionamento scolastico, prevista per le minoranze linguistiche storiche dalla Spending review.

    Su Comitadu pro sa limba sarda ritiene però negativo che il Consiglio regionale non abbia posto in discussione anche l’ordine del giorno voto n. 197 per l’abrogazione, in sede di conversione, del comma 16 dell’articolo 14 del decreto legge n. 95 del 2012 (Spending review) al fine di evitare un ridimensionamento delle autonomie scolastiche in Sardegna (così come previsto dall’articolo 51 dello Statuto sardo).

    Tale voto o almeno un assorbimento dei suoi contenuti qualificanti nell’ordine del giorno approvato nella seduta odierna, avrebbe rappresentato una più completa denuncia dell’attacco politico complessivo alla lingua sarda, ai diritti al suo insegnamento nelle scuole ed agli istituti autonomistici, da pare di un centralismo sempre più audace e reazionario nei riguardi dei sardi in quanto minoranza nazionale e linguistica.

    Tale denuncia sarebbe stata un maggior viatico al necessario ricorso alla Corte Costituzionale per la violazione dei nostri diritti costituzionali quali minoranza linguistica storica che Su comitadu pro sa limba sarda non dubita sarà presentato dalle massime autorità politiche sarde.

    La nazionalità sarda è riconosciuta e tutelata oltre che dalla Costituzione e dalla legge, nel diritto internazionale dall’Accordo quadro sulle nazionalità e minoranze linguistiche del Consiglio d’Europa, ratificato dallo Stato italiano, al quale si può ricorrere in caso di violazione.

    Su Comitadu pro sa limba sarda, quale portatore non governativo di legittimi interessi della minoranza linguistica sarda, sta preparando una denuncia al Consiglio d’Europa per l’apertura di una procedura d’infrazione dell’Accordo quadro da parte dello Stato italiano.

    Su Comitadu pro sa limba sarda, preso atto della maggior sensibilità espressa dalle Istituzioni sarde e dai suoi rappresentanti e anche se molto parzialmente dai parlamentari, invita il Consiglio regionale oltre che a parlare anche a finanziare adeguatamente i Piani triennali per la lingua sarda, far funzionare l’Ufficio per la lingua sarda e gli uffici linguistici comunali e sollecita il Presidente della Giunta Cappellacci a presentare un’analoga denuncia istituzionale al Consiglio d’Europa e a dare attuazione completa all’Art. 51 del nostro Statuto chiedendo al Governo italiano l’immediata sospensione della legge di ratifica della Carta europea delle lingue e della Spending review nelle parti riguardanti la lingua sarda e ritenute manifestamente dannose all’Isola”.

    Cagliari 2 agosto 2012

    CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

    XIV LEGISLATURA

    Mozione n. 196

    MOZIONE AMADU – SANJUST – BEN AMARA – SECHI – LUNESU – CONTU Mariano Ignazio – MELONI Marco – ESPA – BIANCAREDDU – BRUNO – COSSA – CUCCA – CUCCU – DEDONI – LOCCI – MANCA – OBINU – RODIN – TOCCO – ZUNCHEDDU – SANNA Giacomo sulla formulazione di un ordine del giorno voto al Parlamento per garantire adeguati livelli di tutela della lingua sarda in sede di ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (così come previsto dall’articolo 51 dello Statuto sardo).

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    IL CONSIGLIO REGIONALE

    PREMESSO che la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, redatta a Strasburgo nel 1992, è entrata in vigore a livello internazionale, a seguito delle cinque ratifiche obbligatorie, il 1° marzo 1998 e attualmente è in vigore in 25 paesi, e che l’Italia, nonostante abbia firmato la Carta il 27 giugno 2000, non ha ancora perfezionato la procedura di ratifica;

    CONSTATATO che il Parlamento è in procinto di approvare il disegno di legge n. 5118/XVI, concernente la ratifica ed esecuzione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie;

    PREMESSO che:

    – la legge n. 482 del 1999 (Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche) riconosce la minoranza linguistica sarda e quella catalana e prevede specifiche misure per “la tutela della lingua e della cultura delle popolazioni catalane e di quelle parlanti il sardo”;

    – altresì la legge regionale n. 26 del 1997 assicura alla lingua catalana di Alghero, al tabarchino delle isole del Sulcis, al dialetto sassarese e a quello gallurese la medesima valenza attribuita alla cultura e alla lingua sarda;

    POSTO che l’obiettivo della Carta europea è quello di promuovere e proteggere le lingue regionali o minoritarie storicamente radicate e di preservarne l’esistenza attraverso misure specifiche da parte dei paesi membri dell’Unione europea nella considerazione del fatto che “la diversità linguistica costituisce uno degli elementi più preziosi del patrimonio culturale europeo”;

    CONSTATATO che la Carta propone misure specifiche per la salvaguardia delle lingue al fine di assicurare il rispetto del diritto universalmente riconosciuto e irrinunciabile di utilizzare una lingua regionale o minoritaria tanto nella vita privata che in quella pubblica;

    VALUTATO che l’impostazione della Carta “rispetta i principi della sovranità nazionale” e che quindi ciascuno stato è libero, in fase di ratifica, di individuare non solo le lingue oggetto di tutela, ma anche le misure da adottare per la loro salvaguardia, e che tale flessibilità è funzionale alla necessità di tenere conto delle grandi diversità esistenti nelle situazioni reali interne ai vari stati, tra cui il numero di persone che parlano le lingue e il loro grado di frammentazione;

    CONSIDERATO che pur nel rispetto di alcuni parametri precisi, gli stati membri sono quindi liberi di scegliere tra le diverse opzioni proposte “il grado di protezione” che si vuole attribuire alla singola lingua regionale o minoritaria nei diversi ambiti quali insegnamento, informazione, settore giudiziario e amministrativo, servizi pubblici, vita economica e sociale e attività culturali;

    VERIFICATO che, a seguito dell’esame parlamentare, nel testo esitato dalle Commissioni non vengono garantiti alla lingua sarda, con riferimento ai suddetti ambiti, i massimi livelli di tutela, come invece avviene per altre lingue regionali o minoritarie come il tedesco, il francese o lo sloveno, nonostante la tradizione storica secolare e il peso culturale e identitario della stessa qualifichino il sardo necessariamente come lingua storica;

    TENUTO CONTO che, nell’ambito dello Stato italiano, la lingua sarda è tra le lingue regionali o minoritarie quella parlata dalla popolazione più numerosa e con una vasta portata territoriale e che inoltre rispecchia perfettamente i criteri di riconoscimento individuati dalla Carta in quanto “lingua territoriale”, ossia tradizionalmente utilizzata in un’area geografica determinata e presenta inoltre l’elemento della “coerenza tra il territorio di una lingua regionale o minoritaria e un’appropriata circoscrizione amministrativa” auspicato dalla stessa Carta europea;

    DATO ATTO che la ratifica della predetta Carta, seppure a notevole distanza temporale dall’originaria adozione a Strasburgo, può rappresentare per la Sardegna un significativo passo in avanti, rispetto alla pressoché totale mancanza di interesse legislativo, in quanto si prefigge di estendere la diffusione delle lingue cosiddette minoritarie e regionali a partire dall’ambito della formazione pre scolastica sino ai livelli di formazione superiore e di educazione per gli adulti e da lì nei principali settori sociali, economici e culturali;

    RITENUTO che, in mancanza di un’adeguata salvaguardia, la lingua sarda rischia di perdere anche ambiti di utilizzo già praticati e di subire un arretramento rispetto alle misure previste dalla legge n. 482 del 1999, alla luce anche della recentissima sentenza della Corte di cassazione sull’utilizzo della lingua sarda in ambito giudiziario;

    CONSIDERATA la necessità per la nostra Regione di perseguire la strada del bilinguismo completo che prevede come condizione fondamentale l’utilizzo del sardo nella scuola e il suo insegnamento nei vari ordini scolastici nell’ambito dei programmi ufficiali, dalla scuola materna fino all’università;

    DATO ATTO che è proprio il problema dell’effettivo insegnamento nella scuola della lingua sarda a dare concretezza alla profonda e condivisa esigenza di preservare e diffondere la stessa, restando altrimenti mere enunciazioni di principio le suddette osservazioni;

    VALUTATA l’importanza che avrebbe per la Sardegna disporre di mezzi di informazione nella lingua regionale e ritenuto che ciò andrebbe assicurato attraverso il massimo livello di sostegno previsto dalla Carta ossia con la possibilità di “istituire almeno una stazione radiofonica o una rete televisiva nella lingua minoritaria”, come segnalato anche dal CORECOM Sardegna con nota inviata alla Seconda Commissione consiliare in data 18 giugno 2012, nella quale si invita a “intraprendere tutte le iniziative necessarie al fine di creare in Sardegna una stazione radio e televisiva e un giornale in lingua sarda, fatte salve le ulteriori modifiche necessarie anche in relazione a settori diversi da quello dei media (…)”;

    TENUTO CONTO che il citato disegno di legge n. 5118/XVI attualmente all’esame del Parlamento desta notevoli preoccupazioni in quanto contiene delle forti limitazioni per il sardo proprio in due settori strategici per la promozione della lingua sarda quali l’istruzione e l’informazione, laddove sarebbe più congruo e auspicabile un assetto di tutela più stringente e adeguato alle caratteristiche dell’idioma regionale;

    RITENUTO che l’elemento identitario della lingua possa costituire un punto di forza per far valere le ragioni della nostra Isola anche ai fini della rivendicazione dei seggi rappresentativi della Sardegna nel Parlamento europeo, come ribadito dallo stesso Parlamento europeo nel progetto di relazione 2007/2207 (INI) che dispone che “gli Stati membri potranno istituire circoscrizioni speciali per venire incontro alle esigenze delle comunità appartenenti alle minoranze linguistiche”;

    RICHIAMATA la risoluzione n. 38, approvata dalle Commissioni permanenti Seconda e Ottava nella seduta del 19 luglio 2012, sulla necessità di intervenire a sostegno di adeguati livelli di tutela della lingua sarda in sede di ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie,

    chiede al Parlamento

    di prendere nella dovuta considerazione, in sede di ratifica della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie (disegno di legge n. 5118/XVI), le istanze sopra rappresentate affinché la lingua sarda possa vedere garantiti i massimi livelli di salvaguardia e promozione in ogni settore della vita economica e sociale, con particolare riguardo all’ambito dell’istruzione e dell’informazione, in modo tale da consentire una sua piena ed effettiva tutela, tenuto conto del valore storico, identitario e culturale della stessa.

    Cagliari, 24 luglio 2012

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