Turismo Sardegna: il profilo del viaggiatore

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    altUn profilo fedele, aggiornato e interessante del viaggiatore, specie utente di voli low cost, che sceglie la Sardegna come meta di vacanza.

    È il risultato dell’analisi dell’assessorato regionale del Turismo sull’utenza dei voli di linea in partenza, nella settimana tra 10 e 16 settembre scorsi, dallo scalo di Alghero – Fertilia’, presentata oggi in conferenza stampa nello scalo catalano dall’assessore regionale del Turismo Luigi Crisponi, dal responsabile scientifico del progetto Roberto Devoto e da Mario Peralda, direttore generale della Sogeaal (Società di gestione dell’aeroporto algherese), partner del lavoro.

    Un’indagine campionaria, dal titolo ‘Trasporti e territorio’, sviluppata dalla Facoltà di Ingegneria di Cagliari, sui passeggeri in partenza per 155 tratte nazionali e internazionali, operate da Alitalia – Airone e da vettori low cost (95% Ryanair e, in minima parte, Easy Jet, Germanwings e Volotea).

    Obiettivo: conoscere le peculiarità del turista e valutarne il rapporto col territorio, in particolare la ricaduta economica della sua presenza.

    Sono stati raccolti 1916 questionari (18 domande divise in tre sezioni) per un totale di 4416 passeggeri raggiunti, su circa ventimila partiti da Alghero nella settimana analizzata (il campione studiato, dunque, è del 21%).

    I risultati hanno consentito di rilevare i notevoli benefici economici sul territorio, che abbracciano l’intera filiera del comparto, derivanti dai collegamenti con le principali città italiane ed europee: nella settimana di rilievo, le ricadute sul territorio da parte del campione rilevato sono state 1,5 milioni di euro.

    NUOVA DOMANDA E CONSOLIDAMENTO SISTEMA LOW COST.

    “E’ stata condotta un’analisi puntuale e aggiornata – ha affermato l’assessore del Turismo Luigi Crisponi – motivo di riflessione per tutti gli attori del comparto. Emerge, tra i vari aspetti, che i voli low cost sono un punto di forza irrinunciabile per il territorio perché, generando massa critica, creano nuova domanda turistica e contribuiscono ad allungare la stagione nei mesi di spalla. Possono rappresentare un’opportunità di ulteriore crescita attivando un efficace marketing territoriale e puntando sui mercati del Nord ed Est Europa, come l’assessorato regionale ha fatto negli ultimi due anni con fiere e workshop”.

    “La presenza delle compagnie low cost è indispensabile in una prima fase di conoscenza di una regione – spiega il responsabile scientifico del progetto, Roberto Devoto – proprio in virtù della nuova domanda che genera, ma poi bisogna creare una struttura indipendente dall’attività di marketing dei vettori. In un processo virtuoso la massa critica crea domanda consapevole, di conseguenza una solidità nei collegamenti che così si autoalimentano e diventano ‘profittabili’ legando il vettore alla rotta e non il contrario. Le rotte con profitto limitano l’aleatorietà dell’operativo, creando programmazione stabile e appetibilità su altri vettori e innescando un auspicabile processo di concorrenza tra vettori”. Il direttore della Sogeaal Peralda ha apprezzato l’accuratezza di una ricerca che ‘ha messo in luce in maniera dettagliata le caratteristiche degli attuali viaggiatori’.

    PROFILO DEL VIAGGIATORE.

    Sono stati redatti i profili del viaggiatore dei voli tradizionali e di quelli low cost e le schede comparate.

    Un turista – tipo resta in Sardegna quasi 10 giorni (8,2 i passeggeri low cost e 12,6 quelli Alitalia), viaggia in coppia o con una terza persona (nucleo medio: 2,5 persone), sceglie prevalentemente albergo (41%) o casa in affitto (31%); spende 600 euro per tutto il soggiorno (580€ per i low cost, 643€ per i ‘major’), un terzo nell’alloggio, un terzo in ristorazione, il 16% nei trasporti e il restante 15% tra svago e shopping.

    Chi va in albergo sta in media una settimana, mentre il soggiorno più lungo è quello nel residence (17 giorni).

    Il turista tedesco spende e si trattiene più (11 – 12 giorni) di quelli degli altri Paesi, quello spagnolo spende meno in generale, ma più di tutti nell’alloggio.

    Le spese di trasporto incidono meno per gli inglesi, più di tutti per gli scandinavi, che si trattengono meno (6 giorni).

    La metà dei viaggiatori sono italiani, 9% spagnoli, 8% tedeschi, 8% britannici, 4% svedesi, 3% norvegesi, 2% francesi (e di altre 46 nazionalità). Il 48% di loro non conosceva l’Isola. La percentuale sale al 76% per quelli low cost, indicazione precisa del loro ruolo fondamentale nella scoperta della nostra regione e nella creazione di massa critica. Quanto alle motivazioni che spingono a prendere il volo, la tariffa incide il doppio rispetto alla destinazione: spesso chi sceglie la vacanza, specie di breve durata, lo fa in funzione della convenienza dell’offerta di volo.

    I DATI NEL DETTAGLIO.

    Il 47% dei passeggeri si trattiene in Sardegna mediamente tra i 4 e i 7 giorni, il 15% da 1 a 3 giorni, il 14% dagli 8 ai 10 giorni, il 12% tra gli 11 e le due settimane, l’8% tra due e tre settimane, il 4% oltre le tre settimane; il 34% del campione spende per l’intero soggiorno tra i 300 e i 500€, il 24% ha una spesa inferiore ai 300€, il 16% tra i 750 e i mille euro, il 15% tra i 500 e i 750€, l’8% tra i mille e i 1500€, il 3% spende di più.

    La spesa media giornaliera è di circa 63€, 71€ per i passeggeri low cost, 51€ per i passeggeri Alitalia (dato influenzato dalla durata del soggiorno).

    Nazionalità e spesa: al primo posto i tedeschi (in media 810 €), seguono gli svedesi (677 €), i norvegesi (628 €) e gli inglesi (590 €), poi italiani (535 €) e spagnoli (472 €).

    Nazionalità e incidenza dei trasporti nella spesa: dal 12% dell’Inghilterra a un massimo del 18% per Svezia.

    Nazionalità e incidenza della spesa nel pernottamento: dal 33% degli italiani al 43% degli spagnoli.

    Infine, il 72% degli intervistati non ha riscontrato alcuna criticità e quelle riscontrate (per il 12%) riguardano i trasporti (insufficienza nell’offerta del sistema trasporti e viabilità stradale).

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