Vendita aragoste prorogata sino al 30 settembre

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Referendum Sardegna

Tutela della fauna ittica sarda, ma allo stesso tempo maggiori opportunità per la commercializzazione del pesce a prezzi remunerativi, grazie alla proroga sino al 30 settembre della vendita delle aragoste vive.

È quanto previsto nel decreto, firmato dall’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato, che tra l’altro disciplina per la prima volta l’immissione sul mercato dell’aragosta di fondale, dell’astice e della granseola. Nessun rinvio, invece, delle date stabilite per la campagna di pesca, in coerenza con le esigenze di tutela di uno stock ittico strategico per il settore.

“Il vero problema – ha affermato l’Assessore Prato – non è l’estensione del periodo di prelievo, ma la possibilità di commercializzare il prodotto a prezzi remunerativi, cosa non facile in questo periodo di forte crisi dei consumi. Per lo stesso motivo, pur tenendo immutato il periodo di pesca, ho ritenuto opportuno estendere il periodo per la commercializzazione delle aragoste vive detenute nelle vasche a tutto il 30 settembre 2010, in modo da consentire agli operatori di smaltire le scorte senza dover svendere il prodotto”.

Nel dettaglio, con la firma e l’immediata entrata in vigore del decreto sono state inoltre semplificate le procedure per provvedere alla marcatura degli esemplari di aragosta pescati nel mare territoriale della Sardegna e alla comunicazione dei relativi dati all’amministrazione regionale per l’immissione sul mercato di esemplari vivi pescati entro il 31 agosto. Con lo stesso decreto è stata poi concessa una proroga fino al 30 settembre del periodo previsto per la commercializzazione.

Come è già successo nell’anno passato – cita il decreto – al fine di mantenere il percorso intrapreso negli anni scorsi finalizzato alla rigorosa tutela di uno stock così importante per le marinerie della Sardegna, l’Assessore ha ritenuto infine di non poter accogliere le richieste di proroga della campagna di pesca avanzate da un limitatissimo numero di operatori.

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