Vertenza Sardegna: Cappellacci diffida e mette in mora lo Stato

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    “La Regione diffida i competenti uffici e organi dell’amministrazione statale e per essi il presidente del Consiglio, il Ministero dell’Economia e la Ragioneria Generale dello Stato con contestuale messa in mora a voler provvedere al riconoscimento delle maggiori entrate e all’attribuzione, entro 30 giorni, delle somme dovute”.

    E’ il contenuto della diffida e messa in mora annunciata stamane a Roma da parte del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, durante l’incontro con il ministro per gli Affari Regionali ed inviata in due lingue al presidente del Consiglio: in italiano e in limba.

    “La Sardegna – ha dichiarato il presidente – non sta chiedendo misure assistenzialistiche, ma rivendica ciò che ad essa spetta di diritto in base alle norme vigenti”.

    “Da questo momento – ha aggiunto il presidente – le nostre comunicazioni con l’Esecutivo saranno scritte sia in italiano che nella lingua dei nostri avi. Vogliamo ribadire così il nostro orgoglio e la nostra identità sarda: quella di un popolo con storia, tradizioni, cultura e lingue proprie. Il nostro non e’ un piagnisteo assistenzialista, ma e’ la rivendicazione di rispetto, di pari dignita, di ciò che spetta di diritto alla nostra isola. Vogliamo perseguire la via dello sviluppo con progetti che abbiano origine in Sardegna, rispettosi dei nostri valori e del nostro immenso patrimonio ambientale e paesaggistico, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo. Nel corso della storia – ha concluso Cappellacci – tutte le volte che l’Italia ha chiamato, la Sardegna ha risposto e ha dato il suo contributo. Purtroppo non possiamo dire che a parti invertite sia accaduto lo stesso”.

    “La Regione – ha dichiarato il presidente, che aveva preannunciato l’iniziativa durante la riunione del Consiglio Regionale del 16 Maggio – ritiene indifferibile l’ottenimento delle somme dovute e fondamentali per affrontare una situazione di grave crisi economica. Poiché dal tavolo tecnico avviato con il Governo Monti emerge un atteggiamento dilatorio, si rende necessario ancora una volta far seguire alle iniziative di carattere politico il ricorso alle vie legali per far valere quelli che sono diritti e che non possono essere degradati a benevole e ipotetiche concessioni. L’intenzione di confondere la questione relativa entrate con il federalismo – ha dichiarato il presidente, motivando l’uscita dal tavolo convocato oggi in via Stamperia per discutere di federalismo- non è accettabile”.

    Cappellacci infine ricorda l’appello rivolto al presidente della Repubblica: “Il rappresentante dell’unità nazionale ha svolto in questi mesi un ruolo di impulso e di garanzia rispetto al percorso istituzionale avviato. Auspico un suo autorevole intervento – ha concluso il presidente della Regione- per scongiurare quella che sta assumendo i connotati di una vera e propria secessione al contrario”.

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