Zona franca – Francesco Lippi, Confapi Sardegna: “Bene le mosse di Massidda per Cagliari a patto che non si debbano aspettare altri 50 anni”

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    “La zona franca è una grande opportunità per Cagliari e la Sardegna. Bene dunque le nuove mosse del presidente dell’Autorità portuale di Cagliari Pierigiorgio Massidda per passare dal riconoscimento di zona Franca doganale a quella fiscale. Dopo 11 anni di attesa per il decollo della Cagliari Free Zone se si tratta di aspettare ancora qualche mese per verificare nel concreto la possibilità di questo percorso non succederà nulla. A patto che non si debba aspettare altri 50 anni prima di veder riconosciuto un diritto contemplato nelle norme dello statuto speciale della Sardegna”.

    Lo sostiene il presidente di Confapi Sardegna Francesco Lippi. “Il riconoscimento ottenuto in passato della zona franca doganale a Cagliari – prosegue Lippi – prima e finora unica in Sardegna istituita dal decreto legge del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 giugno 2001 era già da allora chiaro che non bastasse, ma venne accettato come punto di partenza. Nel 2001, ricorda Lippi, “la Regione siglò l’accordo con lo Stato per l’avvio della zona Franca di Cagliari (Cagliari free zone), che puntualmente partì per poi perdersi dietro difficoltà burocratiche locali, indecisioni e ripensamenti politici”. Nel frattempo, “le situazioni sono modificate: è cambiata la normativa di riferimento, si è realizzata nel 2003 la zona Franca doganale di Gioia Tauro, nostro principale competitore sulle rotte dei transhipment dei container e deposito merci”.

    Lippi ricorda che “una delle modifiche più interessanti è quella concernente la configurazione giuridica delle Zone Franche, dove le merci non comunitarie, e a certe condizioni anche quelle comunitarie, possono essere depositate senza essere soggette ai dazi all’importazione, altri oneri e misure di politica commerciale. All’interno delle Zone Franche doganali è possibile svolgere a condizioni evidentemente agevolate non solo il magazzinaggio ma anche attività industriali, commerciali e di servizi, soprattutto quelle di trasformazione delle merci che transitano lungo le rotte internazionali, grazie alla possibilità di vincolare queste ultime ad altri regimi doganali che consentono tali usi. Un’opportunità che oltre a diventare un vantaggio per le nostre imprese rappresenta un incredibile attrattore d’investimenti extra regionali. Non possiamo continuare a girare a vuoto – dice ancora il presidente di Confapi Sardegna – mentre i nostri competitor, a iniziare da Gioia Tauro, non solo sono operativi da tempo ma continuano a progredire. C’è bisogno di velocizzare i tempi. Noi siamo pronti a lottare per ottenere questo riconoscimento per la nostra Regione”.

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