Francesco Scifo:”Zona franca integrale da attivare al più presto”

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“Il Presidente della Regione Sardegna, sulla base del mandato ricevuto dalla Giunta, in due delibere del 7 e del 12 febbraio u.s., agendo quale autorità amministrativa di vertice di una regione autonoma a statuto speciale, inviava la comunicazione di avvenuta attivazione delle zone franche ad opera dello Stato italiano, risalente al 1998, alle Autorità doganali e, poi, per conoscenza a tutte le autorità italiane ed europee.

Di seguito, la Commissione replicava, con una nota scritta del 13 marzo ed una risposta ad interrogazione dell’europarlamentare Avv. Uggias del 5 aprile 2013 che confermavano la compatibilità delle zone franche con le regole doganali dell’Unione, indicando la competenza in materia dello Stato membro per la loro istituzione.
 Su tali basi lo Stato italiano, avendo già istituito nel 1998 le zone franche in Sardegna, con il suddetto decreto legislativo n.75, quale norma di attuazione dell’art. 12 dello Statuto speciale della Regione Sardegna, ha ora l’obbligo giuridico di notificare alla Commissione Europea tale fatto.
 Infatti l’art. 802 del codice doganale reg. n. 2454/93 nella versione inglese afferma: The customs authorities of the Member States shall communicate the following information to the Commission:
 (a) the free zones in existence and in operation in the Community… Ciò significa che devono essere notificate sia le zone franche esistenti che quelle operanti.
 L’estensione geografica integrale decisa dalla Regione è avvenuta legittimamente nel quadro della sua autonomia amministrativa speciale, poichè la perimetrazione è un mero atto amministrativo esecutivo di una legge dello Stato membro.
 Infatti, la delegificazione operata dal dlgs 75/98 della materia attuativa del provvedimento legislativo stesso impone, a quadro costituzionale vigente, con la riforma degli artt.117 e 119 della Costituzione del 2001 e dato il contenuto dell’art.1 lett. d) della legge regionale Sardegna n.10 del 2008, una competenza della Regione per la perimetrazione geografica delle zone franche create dallo Stato Italiano, data la natura puramente amministrativa della stessa.
 Perciò le Autorità doganali dello Stato Italiano devono, senza ritardo, notificare alla Commissione Europea l’avvenuta istituzione delle zone franche in Sardegna già dal 1998 ad opera dello stesso Stato italiano; ed altresì, la nuova perimetrazione operata dalla Regione Sardegna, nel quadro della sua autonomia statutaria, al fine della pubblicazione di tali informazioni nella gazzetta ufficiale Europea serie C.
 La zona franca della Sardegna dovrà necessariamente godere di controlli di tipo II analoghi a quelli previsti per la zona franca di Gioia Tauro e comparire a fianco della stessa nel relativo elenco esistente dell’Unione, risalendo l’istituzione giuridica delle zone franche al 1998: quindi, anteriore all’entrata in vigore del nuovo codice doganale del 2008.
 Infine, visto il contenuto dell’art.2 del D.P.R. 18 febbraio 1971, n. 18, poi rifluito nel testo unico doganale adottato con successivo D.P.R. 23/1/1973, n.43, che al comma 5: “… Sono assimilati ai territori extra-doganali i depositi franchi ed i punti franchi di cui agli articoli 5 e 6 del presente decreto nonché le zone franche istituite con leggi speciali, nei limiti indicati nelle leggi medesime”.
 Ciò significa che la comunicazione di attivazione dovrà essere comunicata anche al Consiglio UE ai fini della modifica dell’art. 3 del nuovo regolamento doganale dell’Unione, essendo, per la legge italiana a differenza di quella comunitaria, equiparate le zone franche ai territori extradoganali ed esistendo il relativo diritto della Sardegna consolidato in una norma statutaria autonomistica anteriore al trattato di Roma del 1957″.

Avvocato Francesco Scifo

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