Zona franca – Replica dei comitati spontanei a Cappellacci:”No alla consultazione popolare via web. 300 comuni hanno già deliberato”

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zona franca Sardegna“Non vogliamo piu’ perdere tempo. Non abbiamo bisogno di una consultazione popolare via WEB sul tema della zona franca. Bastano le ‘Sovrane’ delibere di quasi tutti i Consigli comunali. Rappresentano il popolo. Non servono altre cose, se non ad allungare i tempi…”.

E’ questa la replica netta dei comitati spontanei alla comunicazione del Presidente della Regione Ugo Cappellacci, relativa all’intenzione di promuovere una “Consultazione popolare attraverso il WEB sul tema della zona franca“.

“Quando si conducono battaglie sul fronte europeo come quella sulla zona franca – ha affermato ieri Cappellacci – corroborare gli argomenti con la forza di un’ampia volontà popolare dei cittadini significa dare maggiore sostegno ad una rivendicazione sulla quale sarebbe giusto unirsi ed estremamente dannoso dividersi”.

Ma il Movimento artigiani e commercianti liberi Sardegna, l’Associazione giuristi indipendenti ed i comitati spontanei non sono d’accordo: gli anni spesi tra convegni, manifestazioni, confronti, dibattiti, che hanno portato alla delibera sulla zona franca integrale di oltre 300 comuni sardi, bastano ed avanzano:

“I comuni ci rappresentano. Ora non vogliamo perdere più tempo. La legge và applicata al piu’ presto!”.

Posizione unitaria, che è stata ribadita ieri dall’assemblea rappresentativa dei movimenti di tutta l’isola, riunitasi ad Arborea in un convegno sulla zona franca: “I movimenti attendono l’abbassamento dei prezzi dei carburanti e dell’energia, come da comunicazioni del governatore. Questa – afferma l’assemblea – è la posizione giuridica attuale ben chiarita dalla dottoressa Randaccio”.

“Gli unici avversari della zona franca in Sardegna sono i sardi – ha affermato ieri l’avvocato Scifo -, altrimenti non si spiega perchè abbiano la zona franca attiva dal 1998 su Cagliari e dal 2008 su tutta la Sardegna con potestà di attivazione su base comunale interprovinciale e non la usino ancora. Oggi, addirittura, si discute ancora su cosa penserà l’Italia, la Ue, la Germania, la Francia senza pensare che la legge statale esiste già dal 1998 e non è stata mai contestata dalla UE: ma volete leggere quello che c’è scritto nelle norme o no? Quando sento politici che dicono bisogna fare questo, bisogna fare quello, occorre una legge, occorre un referendum allora penso: mi stanno menando per il naso!”.

Per perseguire l’obiettivo, il movimento organizzera’ una grande manifestazione/marcia pro zona franca ‘per rappresentare il diritto costituzionale dei sardi’.

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